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La Dda di Catanzaro dispone, attraverso un consulente, degli accertamenti tecnici irripetibili sugli apparati telefonici in uso a due giovani di San Giovanni di Mileto

Cronaca

Proseguono a ritmo serrato le indagini degli inquirenti per far luce sulla scomparsa di Francesco Vangeli, il giovane di Scaliti di Filandari di cui non si hanno più notizie dal 9 ottobre scorso. Un caso sul quale – dopo una prima fase seguita dalla Procura di Vibo Valentia – sta procedendo la Dda di Catanzaro al fine di accertare tutte le responsabilità penali su quello che appare come un caso di “lupara bianca”. Un delitto, quindi, compiuto con modalità mafiose e da qui la competenza della Procura distrettuale che si sta muovendo su due direttrici. Da un lato, infatti, non si indaga più contro ignoti, ma per almeno due soggetti vi sono indizi di reità. Dall’altro lato, nei confronti di tali due soggetti sono stati disposti accertamenti tecnici irripetibili ovvero accertamenti per i quali sono necessarie specifiche competenze da parte di un esperto del settore. Nel caso di specie, accertamenti tecnici su alcuni apparati telefonici sequestrati ed in uso a due persone gravitanti negli ambienti della criminalità organizzata di San Giovanni di Mileto. Proprio per questo, la Dda di Catanzaro ha conferito incarico ad un consulente affinchè lo stesso estrapoli ogni elemento utile alle indagini dai telefoni nella disponibilità dei due soggetti indiziati. Da tali accertamenti (posti anche a garanzia dei diretti interessati), gli inquirenti sperano di ricavare elementi utili alle indagini ed al tempo stesso di mettere dei punti fermi su alcuni dati di fatto. Con uno dei due giovani, infatti, Francesco Vangeli si sarebbe incontrato la sera del 9 ottobre scorso dopo essere uscito di casa in tutta serenità intorno alle ore 22.00 per recarsi a San Giovanni di Mileto. Il telefono cellulare di Francesco ha smesso di essere acceso intorno alla mezzanotte. Prima è stato invece raggiunto dalle telefonate della madre, preoccupata per le mancate risposte da un telefono comunque ancora funzionante. La pista seguita dai carabinieri porta ad un delitto maturato per via di una ragazza contesa fra Francesco Vangeli ed un giovane di San Giovanni di Mileto ora sottoposto ad indagini insieme al fratello. La Ford Fiesta di Francesco Vangeli è stata ritrovata dai militari dell’Arma giorno 10 ottobre in una pinetina del territorio comunale di Dinami completamente carbonizzata. Il timore, quindi, è che Francesco, quella sera, sia stato attirato in una trappola, ucciso e fatto sparire nel fiume Mesima o nel Marepotamo dove da alcuni giorni i carabinieri sono impegnati nelle ricerche (sinora senza esito) del corpo. Il giovane di 26 anni era da poco rientrato dalla Toscana assieme al padre ed aveva avviato una piccola attività imprenditoriale. Accanto a ciò, la relazione con una ragazza che il rivale in amore di San Giovanni di Mileto – noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti – non si rassegnava a perdere. Sino al tragico epilogo per ricostruire il quale la Dda ha ora deciso di procedere con accertamenti tecnici irripetibili sia su un vecchio cellulare di Francesco Vangeli, sia su telefoni in uso a due fratelli di San Giovanni di Mileto.  LEGGI ANCHE: Francesco Vangeli, il messaggio dei fratelli per il suo compleanno: «Ci manchi come l’aria»

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