Vibo, i canoni d’affitto di Questura e Prefettura nel mirino di “Striscia la notizia”

Il tg satirico di Canale5 torna in città per un servizio sullo “spreco di denaro pubblico”: lo Stato paga ai privati circa 520mila euro annui per l’utilizzo degli edifici che ospitano i due presidi pubblici 

Il tg satirico di Canale5 torna in città per un servizio sullo “spreco di denaro pubblico”: lo Stato paga ai privati circa 520mila euro annui per l’utilizzo degli edifici che ospitano i due presidi pubblici 

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L’inviato dei “perché?” Luca Galtieri ed il reporter Massimo Mercuri si sono occupati dei canoni di locazione passiva che lo Stato paga a soggetti privati per ospitare uffici pubblici e caserme. «La contraddizione – fa sapere uno dei protagonisti dell’inchiesta, Massimo Mercuri – è forte: continuare a spendere soldi pubblici per mettere uffici in palazzi di privati e pagare affitti milionari, quando lo Stato ha circa sedicimila propri immobili che non utilizza». Secondo gli ultimi dati disponibili e considerando solo le amministrazioni centrali, il patrimonio si attesta sui 60 miliardi di euro. Di questi, 51 miliardi (pari all’80%) sono già occupati da amministrazioni pubbliche, 7,2 fanno parte del cosiddetto demanio artistico e monumentale mentre le unità immobiliari libere sono circa 16mila per un valore stimato di 2,3 miliardi. Eppure, nonostante questo, lo Stato centrale continua a fittare immobili da soggetti terzi e privati. In Calabria la situazione non è da meno, infatti la troupe del Tg satirico di Canale 5 ha fatto tappa a Vibo Valentia dove la sede della Questura, di proprietà privata, costa annualmente come locazione passiva circa 280mila euro. Per la Prefettura di Vibo si spendono invece circa 238mila euro annui. A Rende per la sede della caserma dei carabinieri di via  Alfieri, anche questa di proprietà privata, se ne spendono annualmente circa 220mila di euro. Così come a Lamezia Terme l’immobile che ospita il commissariato di pubblica sicurezza, sempre di proprietà privata, costa allo Stato ogni anno circa 300mila euro di canone di locazione. «Tutti contratti regolari, giusto sottolinearlo, ma in una regione dove vi sono tante strutture pubbliche costruite, ma mai utilizzate, la contraddizione è alquanto rilevante. Ci verrebbe da dire… “e io pago…” come la celebre frase di Totò, e sì… perché a pagare siamo proprio noi cittadini». CLICCA QUI PER IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA

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