lunedì,Agosto 15 2022

Rinascita Scott, l’avvocato Staiano rinuncia alla difesa di Pittelli che però lo rinomina

Il colpo di scena alla ripresa delle udienze nell’aula bunker di Lamezia Terme. Prosegue l’esame del collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena che richiama in causa il consigliere regionale Vito Pitaro e la figlia dell’ex presidente della Provincia Gaetano Ottavio Bruni

Rinascita Scott, l’avvocato Staiano rinuncia alla difesa di Pittelli che però lo rinomina
L’avvocato Salvatore Staiano

Riparte, esaurita la breve pausa estiva, il maxiprocesso Rinascita Scott, con la prosecuzione dell’esame, ad opera del pubblico ministero Andrea Mancuso, del collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena. L’udienza ha però un prologo inatteso con la comunicazione – da parte del presidente del collegio giudicante Brigida Cavasino – della rinuncia dell’avvocato Salvatore Staiano alla difesa di Giancarlo Pittelli, noto penalista ed ex parlamentare della Repubblica, tra gli imputati chiave del procedimento in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme. Staiano, che finora ha assistito Pittelli unitamente al collega Guido Contestabile, è stato peraltro finora assoluto protagonista di uno dei momenti salienti del maxiprocesso, ovvero il controesame del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, tra le principali carte della pubblica accusa. I motivi della rinuncia, tanto inattesa quanto clamorosa, non sono stati resi noti. Vero è che però l’imputato Giancarlo Pittelli ha rinominato l’avvocato Salvatore Staiano che, dopo la prima rinuncia, ha accettato l’incarico. [Continua in basso]

Accuse all’amico d’infanzia

Riprende così l’esame del collaboratore di giustizia Bartolomeo  Arena che ha identificato per primo Luigi Vitrò detto Gino Occhi ’i Gattu, «amico d’infanzia, con il quale – ha dichiarato il collaboratore – abbiamo un comparaggio e fatto diverse cose insieme: droga, usura e traffico d’armi. È un contiguo al clan Fiarè-Razionale-Gasparro di San Gregorio d’Ippona. Negli anni 2000 ha partecipato ad operazioni di narcotraffico con il gruppo di Vincenzo Barbieri. Più recentemente con persone di Mileto già coinvolte nell’operazione Stammer». Il collaboratore inserisce Luigi Vitrò in un circuito estorsivo in danno di commercianti cinesi, vittime peraltro di diversi danneggiamenti e intimidazioni. L’argomento registra l’opposizione degli avvocati Paride Scinisca e Sergio Rotundo, che contestano come i fatti narrati fossero già stati esplorati nelle udienze di luglio dal pm Annamaria Frustaci.

Le foto segnaletiche delle donne

Paola De Caria

Nuovo album fotografico, a questo punto, per Bartolomeo Arena, che riconosce Cinzia De Vito quale «compagna di un amico, Mirko Lagrotteria». La donna, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stata coinvolta, unitamente al compagno, nella «cessione di alcune armi a soggetti pregiudicati». A seguire il pentito riconosce Carmela Cariello, «moglie di Vincenzo Pontoriero, che lavora al Tribunale di Vibo Valentia». Arena racconta di essersi rivolto proprio a lei, «su suggerimento del mio avvocato, Vito Pitaro», per accelerare una «omologa che interessava una causa intentata da mia sorella. L’omologa arrivò – precisa il dichiarante – ma non so se ci è stato o meno un suo intervento». A seguire, pur senza saperne indicare il nome, individua la «moglie di uno dei cugini di Francesco e Giuseppe Fortuna di Sant’Onofrio». La donna, secondo il pentito, sarebbe stata coinvolta nel favoreggiamento alla latitanza di Francesco Fortuna «quando fu trovato con la figlia del presidente della Provincia di Vibo Bruni nella casa di alcuni parenti».
Arena identifica poi Paola De Caria «madre di Salvatore Mazzotta di Pizzo, che si occupava di ittica, sicuramente sapeva degli affari illeciti del figlio, del quale veicolava i messaggi quando lui era detenuto, come appresi da Francesco Antonio Pardea».

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