mercoledì,Ottobre 27 2021

Concorsi “pilotati” al Parco delle Serre, prescrizione per 6 imputati

Per altri capi d’accusa il Tribunale di Vibo ha invece emesso sentenza di assoluzione. Già in sede di udienza preliminare erano state dichiarate prescritte alcune contestazioni. Il verdetto interessa pure due avvocati del Foro di Vibo

Concorsi “pilotati” al Parco delle Serre, prescrizione per 6 imputati
La sede del Parco delle Serre

Finisce in parte in prescrizione ed in parte con l’assoluzione, il processo sui concorsi “pilotati” al Parco naturale delle Serre. Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto da Gianfranco Grillone (giudici a latere Chiara Sapia e Anna Moricca) ha infatti deciso per il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione in ordine il reato di abuso d’ufficio contestato a: Gabriella De Marco, 48 anni, di Vibo Marina; il geometra Giuseppe Preiti, 55 anni, di San Calogero; l’avvocato Sonia Lampasi, 45 anni, di Vibo Valentia; Daniela Lampasi, 48 anni, di Vibo, segretario comunale ed in precedenza avvocato; l’avvocato Donatella Garrì, 54 anni, di Vibo Valentia; Silvio Silvaggio, 68 anni, di Maierato.

Gli stessi imputati sono stati poi assolti perché il fatto non sussiste in ordine al reato di falso. [Continua in basso]

Cronistoria degli eventi

Il 23 gennaio del 2016 il gup aveva deciso per il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, in relazione ad altra contestazione di falso ideologico, contestato a Gabriella De Marco (segretaria del Consiglio del Parco delle Serre) in concorso con Gregorio Paglianiti, 60 anni, di San Calogero (anche per lui reato prescritto già in sede di udienza preliminare), quest’ultimo nella qualità di presidente del Consiglio direttivo del Parco naturale delle Serre.

Secondo la Procura, i due indagati (De Marco e Paglianiti) nell’adottare il 19 marzo 2008 una deliberazione del Consiglio direttivo del Parco delle Serre avente ad oggetto la stabilizzazione del personale e con la quale veniva conferito incarico al responsabile dell’ufficio “Affari generali” – vale a dire alla stessa De Marco –, avrebbero dichiarato la delibera “immediatamente eseguibile per ragioni d’urgenza”. Ciò, ad avviso dell’accusa, non sarebbe però corrisposto al vero in quanto detta stabilizzazione non sarebbe stata inserita all’ordine del giorno e nemmeno discussa in quell’occasione o in altre precedenti. Tale contestazione era coperta da prescrizione e da qui il non luogo a procedere per Paglianiti e De Marco già in sede di udienza preliminare. La mancata astensione a tale deliberazione – che avrebbe visto Gabriella De Marco, secondo l’accusa, direttamente interessata alla stabilizzazione – è costata però nei confronti della stessa il rinvio a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio con “ingiusto vantaggio patrimoniale”, capo d’imputazione ora dichiarato prescritto dal Tribunale.

Le accuse per le quali era stato disposto il rinvio a giudizio

Giuseppe Preiti
Giuseppe Preiti

Giuseppe Preiti era accusato di abuso d’ufficio, quale responsabile del servizio economico e finanziario del Parco naturale delle Serre, poichè in esito alla medesima deliberazione contestata alla De Marco avrebbe anche lui omesso di astenersi, ancorchè interessato alla stabilizzazione, ed avrebbe quindi espresso parere favorevole per la regolarità contabile, procurandosi così – secondo l’accusa – un ingiusto vantaggio patrimoniale e ponendo le “premesse per la stabilizzazione del suo contratto”.

L’avviso per il concorso pubblico, ad avviso degli inquirenti, oltre ad altre irregolarità contestate dal pm, sarebbe stato quindi affisso al solo albo pretorio del Parco naturale delle Serre e non pure a quello dei 33 Comuni del Parco, né diffuso per via telematica o pubblicato sul bollettino della Regione. Giuseppe Preiti, quale presidente, Daniela Lampasi e Donatella Garrì quali componenti della commissione esaminatrice, erano poi accusati di abuso d’ufficio in quanto nello stesso giorno11 dicembre 2008 – ed alla stessa ora si sarebbe svolto altro concorso in cui Preiti figurava come candidato. Il tutto – secondo la Procura – al fine di favorire come vincitrice la De Marco che al tempo stesso sarebbe stata pure nella commissione del concorso in cui era candidato Preiti.

Medesime accuse ed identici presunti “escamotage” anche per altro concorso in cui Gabriella De Marco era presidente di una commissione, e Sonia Lampasi e Silvio Silvaggio componenti della commissione. In questo caso, “previo accordo fra loro”, la persona da favorire sarebbe stata Giuseppe Preiti, il quale attualmente è anche presidente dell’Ordine dei Geometri della provincia di Vibo Valentia. [Continua in basso]

La sentenza e le motivazioni

Il Tribunale oltre al dispositivo di sentenza, ha emesso contestualmente anche le motivazioni alla base del verdetto. I giudici spiegano che quanto al verbale n. 1367 contestato a Preiti, Daniela Lampasi e Donatella Garrì, quest’ultima ha disconosciuto in aula la firma ivi apposta «così come quella leggibile su altro verbale che mano anonima le aveva fatto trovare nella buca delle lettere all’indomani della sua prima deposizione dibattimentale». Per effetto della “denuncia” della Garrì, il Tribunale ha disposto una perizia grafologica. Il perito, però, «raffrontando la copia del verbale presente nel fascicolo del pm con gli atti che era stata autorizzata a reperire nell’ente Parco – atti mai posti sotto sequestro – si avvedeva della non corrispondenza fra essi». Il perito concludeva ritenendo l’originalità della firma apposta sul verbale n.1367 reperito in originale al Parco delle Serre e per la non riconducibilità all’imputata Garrì delle altre (vale a dire della copia presente nel fascicolo del pm, di quelle riportate sul verbale n. 1368 e su una dichiarazione sostitutiva ove la Garrì avrebbe affermato di non versare in condizioni di incompatibilità con la De Marco)». E tuttavia, è solo sul verbale n. 1367 che si incentra la contestazione ed è questa la ragione che impedisce – scrivono i giudici in sentenza – di affermare la falsità del documento al di là di ogni ragionevole dubbio».

Così conclude il Tribunale: «E’ evidente come tali considerazioni in nulla attenuino la gravità delle irregolarità denunciate da Antonio Scuticchio, ma siano dirimenti per escludere che, per quanto la relativa procedura sia stata viziata da evidenti favoritismi, i verbali in contestazione abbiano attestato la falsità delle operazioni materiali compiute (esame dei titoli e ammissione al colloquio). Falsità che oltretutto, in ragione dell’accurata preparazione del bando, i presidenti di commissione non avrebbero avuto alcun interesse a realizzare se non in presenza di un palese dissenso (non emerso in dibattimento) di qualche altro componente laddove, al contrario, il teste Stillitano serbava memoria della presenza di tutti i componenti delle due commissioni, inclusa la Garrì che riconosceva in aula». Nessuno degli imputati ha inteso rinunciare alla prescrizione.

Impegnati nel collegio di difesa Antonio Porcelli, Guido Contestabile, Giuseppe Pizzonia, Giuseppe D’Ottavio, Leonardo Sganga, Giuseppe Pugliese e Bruno Ganino.

LEGGI ANCHE: Falsi braccianti nel Vibonese, il gup rinvia a giudizio 107 imputati

Truffa alle assicurazioni a Vibo: in 42 a giudizio, per 23 scatta la prescrizione

“Rinascita Scott 2”: la Provincia di Vibo parte civile contro il suo presidente

top