Omicidio Fiorillo: gli arresti a Vibo e le indagini della Squadra Mobile – Nomi

La polizia ed il pm Concettina Iannazzo hanno scandagliato tutti i trascorsi della vittima, dalla pedofilia alla droga, ed i legami con Antonio Zuliani, il 26enne di Piscopio già arrestato a marzo

La polizia ed il pm Concettina Iannazzo hanno scandagliato tutti i trascorsi della vittima, dalla pedofilia alla droga, ed i legami con Antonio Zuliani, il 26enne di Piscopio già arrestato a marzo

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L’ex questore di Vibo Valentia, Filippo Bonfiglio, lo scorso anno a marzo in occasione dell’arresto di Antonio Zuliani per l’omicidio di Francesco Fiorillo a Longobardi nel dicembre del 2015 l’aveva detto: le indagini sul delitto si incrociano con quelle sul losco giro di pedofilia e prostituzione minorile che condussero in precedenza all’arresto, tra gli altri, dell’ex parroco di Zungri. Uno degli arrestati odierni è Arcangelo Michele D’Angelo, 29 anni, di Piscopio, già accusato di aver compiuto una rapina il 5 agosto 2006 ai danni dellla “Latteria del Sole” (8mila euro il bottino) di viale Affaccio a Vibo. Arcangelo Michele D’Angelo (in foto in basso) è rimasto poi coinvolto in un’operazione antidroga della Squadra Mobile di Vibo Valentia scattata nell’ottobre del 2017 e che ha fatto luce sullo spaccio a Vibo e Piscopio portando alla luce l’intenzione degli arrestati di espandere il loro giro di affari nelle scuole superiori cittadine. L’altro arrestato all’alba dalla polizia è invece Saverio Ramondino, 26 anni, di Vibo Valentia, già coinvolto nell’operazione “Golden fever”  (furti in abitazione) e poi arrestato nel 2016 anche per resistenza alla polizia. Sarebbero loro i complici di Antonio Zuliani, 27 anni, di Piscopio, arrestato a marzo per il delitto Fiorillo ed accusato di essere stato uno dei sicari (incastrato dal Dna era stato rinvenuto su un paio di guanti trovati sulla scena del crimine). Le pistole con cui è stato freddato l’ex barista erano però due e subito gli inquirenti hanno ipotizzato anche l’esistenza di un terzo complice che li attendeva in auto lungo la strada Statale 18. Gli elementi sul possibile movente che ha armato la mano dei killer, dopo aver scartato ipotesi di lite per via di alcune pecore custodite dalla vittima a Longobardi, si sono concentrate su due binari precisi: da un lato la pedofilia, dall’altro la droga. Gli investigatori, scavando nel passato della vittima, sono riusciti ad avere un quadro piuttosto definito sulla sua personalità ed i suoi trascorsi di vita. Ex titolare di un bar su corso Vittorio Emanuele III a Vibo, separato, da ultimo venditore di prodotti ortofrutticoli nel piazzale del supermercato Despar di via Alcide De Gasperi di Vibo Valentia, Francesco Fiorillo era gravato da precedenti in materia di armi e stupefacenti risalenti al 2014 quando nel corso di una perquisizione domiciliare i carabinieri avevano rinvenuto nell’abitazione di Fiorillo 37 involucri in plastica, del peso complessivo di 70 grammi, con decine di semi di cannabis indica, due bilancini di precisione, un proiettile calibro 9, oltre a quattro bossoli calibro 7.65×51 mm Nato già esplosi. Gli investigatori hanno quindi accertato che la vittima, originaria di Piscopio, avrebbe avuto contatti per lo spaccio di stupefacenti anche con soggetti di Piscopio, stesso paese di Antonio Zuliani. Le condizioni economiche di Fiorillo non erano tuttavia buone tanto che, da alcune testimonianze raccolte dalla polizia, la vittima si recava a Favelloni in un centro di assistenza per i bisognosi al fine di chiedere degli alimenti. Gli investigatori hanno poi raccolto diversi elementi su una presunta omosessualità della vittima ed anche sul suo coinvolgimento in un giro di pedofilia. In tale direzione le indagini sulle abitudini di Francesco Fiorillo si sono incrociate con quelle che hanno portato il 25 settembre 2017 alla condanna del pensionato 65enne di Zungri, Francesco Pugliese, il quale – unitamente all’ex parroco di Zungri don Felice La Rosa (pure lui condannato) – avrebbe avuto rapporti sessuali con minorenni, reclutati dal bulgaro Miroslaev Iliev, dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne. Proprio monitorando Francesco Pugliese, la polizia è riuscita a ricostruire le abitudini sessuali della vittima. Francesco Fiorillo – secondo quanto ipotizzato dagli investigatori – avrebbe infatti frequentato l’abitazione di Pugliese unitamente ad alcuni ragazzi sedicenni dediti alla prostituzione. “Ed è proprio l’attrazione sessuale che la vittima nutriva verso ragazzi particolarmente giovani – aveva scritto il gip Graziamaria Monaco nell’ordinanza a carico di Antonio Zuliani – che potrebbe collocarsi fra le ragioni sottese al gravissimo gesto ai danni di Fiorillo”.  Arcangelo D’Angelo è difeso dall’avvocato Marco Talarico, Saverio Ramondino è assistito dall’avvocato Francesco Sabatino. Le indagini sono state condotte sul “campo” dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia diretta da Giorgio Grasso e dal vice Cristian Maffongelli, con il coordinamento del pm della Procura di vibo Valentia Concettina Iannazzo.   In foto dall’alto in basso: Michele Fiorillo, Antonio Zuliani, Saverio Ramondino e Arcangelo D’Angelo  LEGGI ANCHE: Omicidio Fiorillo: due arresti della Squadra Mobile a Vibo

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