Omicidio Fiorillo: la svolta grazie alla perfetta sinergia fra uffici della Polizia (VIDEO)

Squadra Mobile di Vibo, unità “Delitti insoluti” della Direzione centrale anticrimine e Servizio centrale operativo impegnate a ricostruire in ogni dettaglio il delitto risalente al dicembre 2015

Squadra Mobile di Vibo, unità “Delitti insoluti” della Direzione centrale anticrimine e Servizio centrale operativo impegnate a ricostruire in ogni dettaglio il delitto risalente al dicembre 2015

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Un lavoro in sinergia fra uffici diversi della Polizia di Stato ha portato all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di Antonio Zuliani, 26 anni di Piscopio, ritenuto uno dei killer di Francesco Fiorillo, il 45enne di Vibo freddato il 15 dicembre 2015 mentre si apprestava ad aprire il cancello di casa nel territorio della frazione Longobardi, non distante dalla Stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. A spiegare tale lavoro di squadra, la dottoressa Francesca Capaldo della Direzione centrale anticrimine. “E’ stato il risultato di una sinergia – ha dichiarato – fra i professionisti della Squadra Mobile di Vibo Valentia e l’unità Delitti insoluti che è un organismo collocato all’interno della Direzione centrale anticrimine che è composto da personale specializzato del Servizio centrale operativo, quindi specializzato in omicidi e personale specializzato della polizia scientifica”. Sulla riproduzione dell’azione di fuoco in 3D e sulla via di fuga guadagnata dai killer, si è soffermato invece Mauro Melandri dello Sco (Servizio centrale operativo della polizia).

“La nostra nuova sezione è nata all’interno del Servizio di polizia scientifica. In questo nuovo laboratorio realizziamo sia modelli 3D dove collochiamo tutti i reperti presenti nel corso del primo sopralluogo, per poi cristallizzare il sopralluogo stesso. Abbiamo poi fatto anche una elaborazione di realtà virtuale riproducendo la scena del crimine immergendoci all’interno del teatro dell’evento criminoso ed indossando dei caschi. Ogni operatore può così rivisitare tutti i luoghi e vedere le cose più di interesse, ponendo all’interno del modello, che viene sempre comunque realizzato, tutti gli oggetti repertati”. 

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