Dalla nota pasticceria di famiglia alla ristrutturazione di una vecchia palazzina nel cuore del borgo dell’Agrigentino. A conquistare gli spettatori la sua simpatia e l’emozione di mamma Anna. Con il fratello Rosario nell’inedita veste di cantante
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Domenico Cicciò da Vibo Valentia al palcoscenico televisivo di Real Time nel format “Case a 1 euro… o poco più”. Il giovane vibonese, della nota famiglia di pasticcieri, è da tempo sbarcato in Sicilia, sua terra d’origine, e precisamente a Sambuca. E proprio qui, nel centro dell’Agrigentino, prende le mosse la sua avventura televisiva nella trasmissione che racconta la ristrutturazione di case abbandonate - acquistate a prezzi simbolici - e la loro trasformazione in piccoli gioielli.
E così è anche nel caso di Domenico che si lancia nel recupero di un vecchio immobile in pieno centro abitato, articolato su quattro livelli, realizzando un’autentica impresa. Ma a fare la differenza dal punto di vista televisivo, al di là del pregevole valore del recupero architettonico, sono proprio la personalità, la simpatia e la caparbietà di Domenico e, non di meno, l’amorevole presenza della mamma, sulla quale la regia sapientemente ricama.
La vecchia palazzina, scelta da Domenico dopo aver passato in rassegna diverse altre dimore, è oggettivamente malridotta. Pareti scrostate, soffitti malconci e infissi traballanti ne fanno un caso quasi impossibile. Ma a convincere Domenico della bontà della scelta è soprattutto il piccolo terrazzo dal quale si gode una vista incantevole sulla campagna circostante e sul vicino lago Arancio. È da qui che parte la ristrutturazione che, dapprima, Domenico affronta in solitaria rimediando - come mostra il racconto televisivo - dolori lancinanti alla schiena e addirittura un accesso in pronto soccorso. Si convince quindi a rivolgersi ad un’impresa di professionisti e, con l’aiuto di architetti e interior designer, il suo sogno inizia finalmente a prendere forma.
Non prima, però, di aver ottenuto la benedizione da parte di mamma Anna, raggiunta dal figlio a Vibo Valentia, e la promessa da parte dei fratelli, Giusy e Rosario, di organizzare una grande festa per l’inaugurazione della nuova casa.
Prima di festeggiare c’è però un’intera palazzina da ristrutturare, e, benché l’acquisto dell’immobile non abbia rappresentato un problema dal punto di vista finanziario, c’è un budget da rispettare per i lavori che Domenico fissa in 35mila euro. L’episodio lo segue mentre affronta sfide, imprevisti e momenti di entusiasmo. E la domanda che accompagna il racconto è solo una: ce la farà il nostro eroe?
La risposta è sì, naturalmente. E il risultato è sorprendente. Quella vecchia dimora nel centro di Sambuca di Sicilia appare adesso come una casa uscita da una rivista di design. Arredamenti dalle linee moderne e dai colori vivaci, pareti sapientemente recuperate con un tocco di retrò, elementi che richiamano la storia dell’abitazione e poi… il terrazzo: l’oggetto del desiderio di Domenico ora è più ampio e accogliente, moderno e funzionale, trasformato in una vera e propria gemma. Per la gioia del suo proprietario, cui ora resta solo un’ultima incombenza: la presentazione ufficiale a mamma Anna.
Ed è qui che la puntata di “Case a un euro…” raggiunge il suo picco emotivo. Anna si commuove, scoppia in pianti densi di gioia ed emozione, rivela il suo grande amore per il figlio e confessa che sì, lo avrebbe voluto con sé, a Vibo Valentia, magari nell’avviata attività di famiglia, ma è comunque felice perché Domenico ha trovato la sua strada.
Tra sorrisi, brindisi e un ricco rinfresco, sotto l’occhio sornione di Babbaluci, il fidato amico a quattro zampe di Domenico, il finale è scoppiettante: qui è Rosario, noto maestro pasticciere vibonese, a dismettere la parannanza bianca e rivelare le sue doti nascoste di cantante neomelodico, esibendosi direttamente dal balconcino della casa ristrutturata e strappando applausi a scena aperta.
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A mettere ordine a questo turbine di emozioni, è stato qualche giorno fa sui social lo stesso Domenico Cicciò. Riferendosi alla scelta di Real Time di mettere in vetrina un borgo siciliano ha scritto: «Sambuca ha qualcosa di difficile da spiegare a parole, lo abbiamo sempre detto: ha un’energia particolare. Sarà l'atmosfera del paese, saranno i vicoli, o forse quel modo così naturale che hanno i sambucesi di farti sentire a casa anche se arrivi dall'altra parte del mondo. In queste puntate abbiamo conosciuto persone forti, sensibili, gentili, piene di idee, passioni e storie incredibili. Abbiamo riso, ci siamo emozionati e, in certi momenti, ci siamo anche commossi. Oggi mi piacerebbe ringraziare tutte queste persone, perché hanno scelto Sambuca e hanno deciso di investire tempo, energie e risorse per raccontarla. Dietro a una trasmissione, dopotutto, non ci sono solo telecamere, luci e montaggio, ci sono persone. Persone che arrivano in punta di piedi, lavorano e stringono legami. In questi anni abbiamo cercato di fare qualcosa che andasse ben oltre lo schermo della TV: dare una mano alle associazioni locali, fare volontariato nel tempo libero, sostenere le piccole iniziative del paese senza mai cercare i riflettori. Lo abbiamo fatto semplicemente perché Sambuca ti entra nel cuore e ti viene spontaneo voler ricambiare l'accoglienza ricevuta. Abbiamo portato attenzione, certo, ma abbiamo anche ricevuto tantissima umanità».
Quindi avanza una proposta: «Pensando a tutto questo affetto reciproco mi è venuta una bellissima idea. Mi piacerebbe tantissimo che quest'estate ci stringessimo tutti in un grande abbraccio. Immagino una grande festa, di due o tre giorni, in cui il paese intero accoglie e ringrazia chi lo ha raccontato. Una "Sambuca aperta". Un'occasione in cui gli ospiti possano scoprire le aziende locali, assaporare le ricette della tradizione e visitare le case ancora in vendita. Non è difficile da realizzare. Basta pensare a dove era Sambuca vent'anni fa e a cosa è diventata oggi. Sappiamo bene che questo straordinario percorso non è accaduto in tutti i borghi del progetto "Case a un euro", quindi, forse, quella magia di cui tutti parliamo esiste davvero: è nel luogo, ma è soprattutto nelle persone. Vorrei invitare proprio tutti: autori, produttori, protagonisti, tecnici, ospiti... chiunque abbia posato lo sguardo su Sambuca in questi anni, contribuendo nel suo piccolo a farla conoscere e a volerle bene. Perché è vero, Sambuca ha un potere magico, e la magia diventa ancora più bella quando si fa festa con chi l'ha vista, l'ha protetta e l'ha portata oltre le nostre mura».

