mercoledì,Ottobre 27 2021

Corruzione all’Accademia Fidia, decisione della Cassazione per Davide Licata

Un annullamento senza rinvio per l’accusa di frode processuale e con rinvio per altre contestazioni nei confronti del principale indagato dell’operazione Diacono

Corruzione all’Accademia Fidia, decisione della Cassazione per Davide Licata

Decisione della Cassazione sul ricorso presentato dalla difesa di Davide Licata, 52 anni, di Stefanaconi (avvocati Giovanni Vecchio e Giuseppe Di Renzo), attualmente con la misura dell’obbligo di dimora in quanto coinvolto nell’operazione “Diacono” della Procura di Vibo Valentia assieme al padre, ai fratelli e ad altri familiari e che vede tra gli indagati per corruzione anche l’ex direttrice dell’Ufficio scolastico regionale. In particolare, la Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza cautelare per la contestazione di frode processuale, annullando invece con rinvio sulle esigenze cautelari e l’accusa di autoriciclaggio. Dichiarato invece inammissibile il ricorso della Procura avverso la precedente decisione del Tdl.

Associazione a delinquere finalizzata alla produzione di atti falsi e alla corruzione nella pubblica amministrazione, le accuse ipotizzate nei confronti di Davide Licata.
Capi e promotori dell’associazione vengono indicati dall’accusa in Michele Licata e Davide Licata, padre e figlio, entrambi di Stefanaconi. Michele Licata, inoltre, nella qualità di preside dell’Accademia Fidia, avrebbe avuto pure il compito di sottoscrivere le false attestazioni di frequentazione di corsi e master. Organizzatore dell’associazione anche Dimitri Licata, che avrebbe avuto il compito di coordinare gli altri sodali per poi divenire il promotore del sodalizio dopo l’arresto del fratello Davide Licata nel luglio dello scorso anno a seguito del rinvenimento di un vero e proprio arsenale di armi nella sua abitazione.

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