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La Cassazione accoglie il ricorso dei difensori e la Procura di Vibo dispone la revoca dell’ordine di carcerazione. Il condannato stava scontando un cumulo pene pari a 7 anni e 4 mesi

Cronaca

Annullata senza rinvio dalla prima sezione penale della Cassazione l’ordinanza di esecuzione pena nei confronti Santo Sergio Currà, 51 anni, imprenditore turistico di Portosalvo. La Suprema Corte, accogliendo un ricorso degli avvocati Paola e Francesco Stilo, ha dichiarato non esecutiva la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia emessa il 10 febbraio 2016 - che aveva condannato Currà a 2 anni e 4 mesi di reclusione per ricettazione – ed ha disposto la restituzione degli atti allo stesso Tribunale per la notificazione dell’estratto contumaciale. Il provvedimento è stato comunicato alla Procura di Vibo Valentia che, con il procuratore facente funzioni Filomena Aliberti, ha ordinato l’immediata sospensione dell’esecuzione della pena. Currà è stato pertanto scarcerato ed ha lasciato il carcere di Catanzaro – dove stava scontando un cumulo di pene pari a 7 anni e 4 mesi di reclusione – per ritornare in libertà. Il fine pena era previsto per il 19 ottobre del 2024 ma la Procura prendendo atto della decisione della Cassazione, ha disposto la revoca del precedente ordine di carcerazione. Sei in totale le sentenze definitive nei confronti di Currà (in foto), titolare di un ristorante-camping a Trainiti, per reati che vanno dalla ricettazione alle lesioni aggravate, dalla violenza privata alla minaccia, dal furto di energia elettrica sino all’evasione. La decisione della Cassazione apre di fatto le "porte" a diversi casi analoghi in tutta Italia di mancata notifica all'imputato dell'estratto contumaciale.

 

 

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