Operazione antimafia in corso a Vibo e in Sicilia, 32 arresti – Nomi/Video

Associazione mafiosa, narcotraffico, sequestro di persona, detenzione di armi ed estorsione le accuse contestate dalla Dda di Palermo. Arresti a Briatico e Francica. Nei guai un capo ultras della Juventus

Associazione mafiosa, narcotraffico, sequestro di persona, detenzione di armi ed estorsione le accuse contestate dalla Dda di Palermo. Arresti a Briatico e Francica. Nei guai un capo ultras della Juventus

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E’ in corso dalle prime luci dell’alba un’operazione della Dda di Palermo denominata “Kerkent” in corso nelle province di Vibo Valentia, Agrigento, Palermo, Trapani, Catania, Ragusa e Parma. Ad operare sono i carabinieri del Comando provinciale che stanno eseguendo unitamente agli uomini della Dia, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 32 persone ritenute responsabili di associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento mediante incendio. L’operazione Kerkent, mira a far luce su un’associazione per delinquere con base operativa ad Agrigento (clan Massimino) e ramificazioni in particolare nel Palermitano e nel Vibonese, dedita all’organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un’intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato. L’attività sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Palermo. Destinatari della misura cautelare, tra gli altri, Antonio Massimino, recentemente arrestato per amiI; il figlio Gerlando Massimino, James Burgio, Gabriele Miccichè, Marco Clemente,  Andrea Puntorno, di Agrigento, ma per anni residente a Torino (capo de “Quei bravi ragazzi”, gruppo ultras della Juventus). Nel Vibonese sono stati arrestati: Domenico Mandaradoni, 31 anni, di Francica, Gregorio Niglia, 36 anni, detto “Lollo”, di Briatico, e Francesco Romano, 33 anni, anche lui di Briatico. Gregorio Niglia è attualmente coinvolto anche nell’operazione antidroga denominata “Stammer 2” che ha colpito il narcotraffico con l’Albania. Gregorio Niglia risulta poi indagato in altra inchiesta della Procura di Vibo Valentia con l’accusa di aver fatto da intermediario per la vendita di 100 chili di marijuana. Sia a Niglia che a Romano, con l’ordinanza di custodia cautelare odierna, vengono contestate le accuse di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.                                                       

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Ecco tutti gli indagati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare: James “Jenny” Burgio, 25 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Capraro, di Villaseta (Agrigento), 19 anni, detto “Ascella”; Angelo Cardella, 43 anni di Porto Empedocle; Marco Davide Clemente, 25 anni di Palermo, detto “Persicheddra”; Fabio Contino, 20 anni, di Agrigento, residente a Villaseta (domiciliari);  Sergio Cusumano, 56 anni, di Agrigento; Alessio Di Nolfo, 33 anni, di Agrigento; Francesco Di Stefano, 43 anni di Porto Empedocle, detto “Francois” (domiciliari); Daniele Giallanza, 47 anni di  Palermo, detto “Franco”; Eugenio Gibilaro, 45 anni di Agrigento; Angelo Iacono Quarantino, 24 anni, di Porto Empedocle; (domiciliari) Pietro La Cara, 42 anni, di Palermo, detto “Pilota” o “Corriere”; Domenico La Vardera, 38 anni, detto “Mimmo”; Francesco Luparello, 45 anni, di Realmonte (domiciliari); Domenico Mandaradoni, 31 anni, di Francica; Antonio Massimino, 51 anni, di Agrigento; Gerlando Massimino, 31 anni, di Agrigento; Saverio Matranga, 41 anni di Palermo; Antonio Messina, 61 anni di Agrigento, detto “Zio Peppe”; Giuseppe Messina, 38 anni di Agrigento; Valentino Messina, 56 anni di Porto Empedocle (arresti domiciliari, fratello del presunto boss Gerlandino Messina); Liborio Militello, 58 anni di Agrigento; Gregorio Niglia, di Briatico, 36 anni; Andrea Puntorno, 42 anni di Agrigento; Calogero Rizzo, 49 anni, di Raffadali; Francesco Romano, 33 anni, di San Leo di Briatico; Vincenzo Sanzo, 37 anni, di Agrigento, inteso “Vicè ovu’; Attilio Sciabica, 31 anni, di Agrigento (domiciliari); Luca Siracusa, 43 anni, di Agrigento (domiciliari); Giuseppe Tornabene, 36 anni, di Agrigento  inteso “Peppi lapa”; Calogero Trupia, 34 anni, di Agrigento inteso “Cuccu” (domiciliari) e  Francesco Vetrano, 34 anni, di Agrigento.                                                                       

Andrea Puntorno, 42 anni, nato ad Agrigento ma per anni residente a Torino, capo dei “Bravi Ragazzi”, gli ultras della curva sud dello stadio della Juventus, era considerato anche la mente di una banda di narcotrafficanti che agiva dall’Albania alla Sicilia sino al Piemonte, sgominata il 25 novembre del 2014 dai carabinieri di Torino e Agrigento. l suo luogotenente, Davide Moscatiello, nell’ottobre del 2015 è stato condannato insieme ad altri ultras a tre anni di carcere per istigazione all’odio razziale. Nel dicembre del 2011, infatti, aveva guidato, al grido di “Bruciamoli tutti”, la spedizione punitiva che condusse al rogo nel campo rom della Continassa, vicino allo Juventus Stadium. Dalle intercettazioni di quell’inchiesta sul narcotraffico era emerso che Puntorno, titolare di una palestra di pugilato, non gestiva soltanto traffici di eroina, hashish e marijuana, ma anche il bagarinaggio, con esponenti della ‘ndrangheta. Andrea Puntorno era tornato da circa un anno ad Agrigento, dopo la condanna seguita all’arresto del 2014 e si trovava in regime di sorveglianza speciale.