La storia | L’odissea dell’idraulico vibonese per farsi pagare il lavoro eseguito

Un piccolo imprenditore ha denunciato un carabiniere in servizio nel Napoletano per truffa ai suoi danni dopo che quest’ultimo gli avrebbe negato il saldo delle spettanze

Un piccolo imprenditore ha denunciato un carabiniere in servizio nel Napoletano per truffa ai suoi danni dopo che quest’ultimo gli avrebbe negato il saldo delle spettanze

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Si dice vittima di una truffa. Poi, quando ha attivato tutti i canali che gli erano consentiti dalla legge, per ottenere i soldi pattuiti, compenso per il lavoro svolto, s’è visto poi addirittura denunciare per atti persecutori (accuse, queste, «subito archiviate»). A denunciare ciò, non solo a questa testata, ma soprattutto alle forze dell’ordine, è Salvatore Naccari, titolare di una piccola azienda di termoidraulica con sede a Vibo Valentia. La denuncia è stata presentata ai carabinieri di Vibo Valentia. Il presunto autore delle condotte denunciate? Un carabiniere ma – è bene sottolinearlo – risulta in servizio in un altro Comando. 

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La storia ha inizio tre anni fa, quando veniva contattato dal militare, che allora prestava servizio nel Napoletano. Gli interventi riguardavano un’immobile ubicato nella bellissima Tortora, nel Cosentino. Il contratto prevedeva il saldo, a fine lavori, di 3.000 euro. Il carabiniere, però, sin dall’inizio si mostrava restio a pagare e – denuncia Salvatore Naccari – solo dopo numerosi ed estenuanti solleciti e ben tre (peraltro costosi) viaggi a Napoli è riuscito ad ottenere 1.500 euro più una ricarica Postepay da 500 euro. Dopo ciò, nient’altro. Neppure un centesimo. Iniziava, così, per il piccolo imprenditore vibonese, un’odissea alla ricerca di recapiti telefonici e indirizzi ai quali contattare il committente insolvente. Per Salvatore Naccari, non restava che la via giudiziaria, arrivando anche all’emissione di un decreto ingiuntivo che un ufficiale giudiziario, malgrado un continuo peregrinare, non sarebbe mai riuscito a notificare. Una battaglia, finora vana, che gli è costata – come anticipato – una denuncia (poi «archiviata») per stalking

E adesso? «Confido nell’operato dei carabinieri affinché facciano luce su quanto ho denunciato – spiega Salvatore Naccari -. E’ assurdo che una persona che lavora debba penare così per ottenere i compensi per l’opera prestata. I carabinieri sono stati bravissimi in indagini anche nei confronti di loro colleghi che non si sono dimostrati meritevoli della divisa che indossano e confido che anche stavolta sarà così. Ringrazio il mio avvocato Giuseppe Monardo per quello che sta facendo per questa mia battaglia che, adesso, diventa principalmente una battaglia di principio». Già, perché tra viaggi, spese legali e quant’altro, chiunque altro, che se sentiva di essere nel giusto, forse avrebbe già rinunciato. «Non io – conclude Naccari – per me è una questione di dignità».