Polizia in festa a Vibo, il questore Grassi: «Basta alibi, qui lo Stato c’è» – Video

Celebrato anche al PalaValentia il 167esimo anniversario dalla fondazione del Corpo alla presenza delle massime autorità territoriali e di diversi atleti in forza alle Fiamme oro

Celebrato anche al PalaValentia il 167esimo anniversario dalla fondazione del Corpo alla presenza delle massime autorità territoriali e di diversi atleti in forza alle Fiamme oro

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L'intervento del questore Grassi
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Una sensibile riduzione della delittuosità sul territorio, unita all’incremento delle forze in campo e all’esecuzione di importanti operazioni antimafia sono i dati che sostanziano l’attività della Polizia di Stato sul territorio vibonese nel primo trimestre del 2019. Dati esposti dal questore Andrea Grassi nel suo intervento di saluto nel corso della manifestazione promossa in concomitanza con la ricorrenza nazionale del 167esimo anniversario del Corpo. Evento ospitato in città dal PalaValentia alla presenza delle massime autorità militari, civili e religiose della provincia. Scelta, quella dell’impianto sportivo, che ha fornito al questore – intervenuto dopo la lettura dei messaggi del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del Capo della Polizia Franco Gabrielli – l’opportunità di ricorrere alla metafora sportiva della squadra che si muove all’unisono, come nella pallavolo, nel rispetto di margini ben delimitati da regolamenti e codici. 

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«Sono questore della provincia di Vibo dal 1 luglio scorso  – ha detto Grassi – e oggi per me è l’occasione anche di un primo bilancio. Sebbene i dati statistici siano di conforto – ha continuato esponendo il calo del numero di furti e danneggiamenti e l’aumento dei controlli di auto e persone rispetto al primo trimestre del 2018 – molto resta ancora da fare sulla repressione e sulla diffusa percezione della sicurezza». Quindi Grassi ha ricordato le «molte iniziative con le scuole per prevenire e infrenare fenomeni odiosi come bullismo, cyber-bullismo, violenze di genere. Dallo scorso settembre ad oggi, 22 fra incontri e pubblici dibattiti, specie nelle scuole, ci hanno permesso di incontrare oltre 4000 cittadini per condividere i valori della educazione e della legalità». Poi un riferimento all’ultima vasta operazione antimafia eseguita nella giornata di ieri nel Vibonese e alla dotazione organica con «il saldo attivo di 30 agenti per la Questura vibonese che costituiscono nuova linfa vitale. Qui a Vibo le istituzioni ci sono – ha affermato -. Dovremmo solo avere la forza di trasformare l’azione o la reazione, a volte la rabbia o lo sconforto, in interazione fra cittadini e istituzioni. Sono i disvalori di un antistato che creano insicurezze, non i valori dello Stato. Sapere che qui esiste una subcultura o mentalità mafiosa non può costituire alibi, pregiudizio, rassegnazione o resistenza al cambiamento». [Prosegue sotto la pubblicità]

E ha ribadito: «In questa provincia i segnali positivi ci sono. Arrivano anche da atleti e squadre che onorano i valori dello sport, i valori di quell’etica sociale che vorremmo elevare a segno distintivo di questa terra». Non a caso in prima fila nel corso della manifestazione hanno preso posto, tra gli altri, atleti del calibro del campione olimpico di boxe Sergio Cammarelle, della giovane promessa vibonese del sollevamento pesi Simone Abati, della vicecampionessa del mondo di pallavolo Silvia Nwakalor, del capitano della Vibonese Kenneth Obodo, dei rappresentanti della scuola vibonese del kendo. Infine, prima dell’applaudita esibizione dell’orchestra del Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo e al momento conviviale curato dall’Istituto alberghiero, si è dato seguito al conferimento degli encomi solenni al personale che si è particolarmente distinto in servizio. Insigniti in questo senso gli assistenti Pasquale Di Costa e Saverio Iaria e l’attuale dirigente della Squadra mobile di Vibo, vicequestore Giorgio Grasso