Vibo, il “regalo” del Comune alle famiglie: stangata sui buoni mensa

Dal prossimo anno scolastico il costo del tagliando per usufruire del servizio aumenterà fino al 60% e verrà stabilito in base all’Isee

Dal prossimo anno scolastico il costo del tagliando per usufruire del servizio aumenterà fino al 60% e verrà stabilito in base all’Isee

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Il Comune di Vibo Valentia continua a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E questa volta lo fa su un servizio fondamentale per molte famiglie vibonesi come quello delle mense scolastiche. I colpi di coda della gestione commissariale “regalano” infatti un bell’aumento per i buoni acquistabili per garantire la refezione delle scuole primarie e dell’infanzia, che fino ad oggi avevano un costo unitario di 2,5 euro per tutti. Su proposta della dirigente Adriana Teti, il commissario Giuseppe Guetta ha dunque firmato una delibera con i poteri del consiglio comunale che prevede una suddivisione in fasce reddituali, in base all’Isee. E così, dall’anno scolastico 2019/2020, il buono mensa costerà: 2,50 euro per un Isee da 0 a 3.000 euro; 2,90 per un Isee da 3.001 a 8.000; 3,5 per un Isee da 8.001 a 18.000; 4 euro per un Isee oltre i 18.001; ed infine sempre 4 euro per i non residenti. In pratica, calcolando un buono a 4 euro per gli otto mesi di servizio effettivo, le famiglie vibonesi che ne usufruiscono arriveranno a sborsare tra i 250 e i 300 euro in più all’anno: dai 50 al mese, in media, dell’anno scorso agli 80 dell’anno prossimo.

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Questo perché il Comune si trova in una situazione strutturalmente deficitaria, e quindi, in base all’articolo 243 del Tuel, la copertura dei costi di servizi deve essere non inferiore al 36%. La refezione scolastica, essendo un servizio a domanda individuale, prevede la contribuzione da parte degli utenti. In questo caso l’assenza della politica si è rivelata negativa, dato che, fino all’anno scorso, l’impegno garantito in tal senso dall’ex assessore Raimondo Bellantoni aveva permesso di bloccare l’aumento del costo dei buoni mensa. Ora che la politica non c’è, a far quadrare il bilancio è sufficiente la calcolatrice.