lunedì,Giugno 27 2022

Il vescovo Attilio Nostro accanto alla famiglia di Filippo Ceravolo

Il presule con papà Martino e mamma Anna per un momento di preghiera davanti al monumento dedicato al figlio ucciso per errore in un'imboscata mafiosa

Il vescovo Attilio Nostro accanto alla famiglia di Filippo Ceravolo
Il sindaco Bartone, papà Martino, il vescovo Nostro e mamma Anna

Accanto a papà Martino e a mamma Anna, i genitori di Filippo Ceravolo, il giovane di Soriano morto per errore in un’imboscata mafiosa la sera del 25 ottobre di nove anni fa. Nel paese conosciuto per la storia dell’antico Convento Domenicano, andato distrutto nel terremoto 1659, il vescovo della diocesi Mileto-Nicotera-Tropea Attilio Nostro è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri. Qui era atteso per celebrare la santa messa in onore di San Martino, patrono di Soriano. La celebrazione eucaristica si è svolta nella Chiesa Matrice intitolata al santo: sotto le navate del Tempio, ad ascoltare il ministro di Dio, i familiari di Filippo, il sindaco Vincenzo Bartone, esponenti dell’amministrazione comunale, semplici cittadini.  Al termine della funzione religiosa, il vescovo e i genitori di Filippo hanno raggiunto il monumento dedicato proprio al giovane freddato dalla criminalità organizzata e con i suoi assassini ancora rimasti sconosciuti e impuniti. Insieme ai familiari, il presule ha voluto recitare alcune preghiere e affidare il loro dolore «all’immenso amore di Dio» affinché possano avere un po’ di «conforto». [Continua in basso]

Un momento di raccoglimento, di preghiera, di silenziosa attenzione. Il vescovo Nostro ha voluto dimostrare nuovamente tutta la sua vicinanza a papà Martino e mamma a Anna, dopo che lo scorso 27 ottobre ha offerto in suffragio del giovane la messa celebrata in occasione del 91esimo anniversario di dedicazione della basilica cattedrale di Mileto, chiesa madre della diocesi. La mattina dello stesso giorno, il presule aveva inoltre incontrato in Episcopio proprio i genitori e le sorelle di Filippo: un breve ma cordiale incontro, nel corso del quale papà Martino ha chiesto al massimo rappresentante della Chiesa vibonese di pregare per loro, «affinché trovino la forza di andare avanti», per il povero Filippo, «affinché abbia giustizia», e per gli assassini, perché si pentano, confessino e paghino».

Parole che papà Martino ha ribadito anche ieri al vescovo Nostro, non mancando di ricordare che lui ha affidato suo figlio Filippo «a Dio e alla giustizia.  Attendo da nove anni che si sappia la verità – ha detto ancora il genitore al presule – Ma io non mi arrendo, combatto, spero. Pretendo e chiedo giustizia per mio figlio». Il vescovo ha poi donato a mamma Anna un rosario e una piccola targhetta con l’immagine della Madonna per la figlia Maria Teresa nella speranza che possano trovare «sollievo e forza», le parole di Attilio Nostro prima di congedarsi e andare via.

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