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Situazione complicata dopo una sentenza della Cassazione che ha stabilito per i consiglieri l'impossibilità di essere eletti per più di due mandati consecutivi. Sul punto le precisazioni dell'avvocato Giuseppe Altieri

Cronaca

Avvocati chiamati da oggi alle urne per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine a Vibo Valentia. Si voterà sino a sabato alle ore 12,30. I candidati in totale sono 33. A votare la volta scorsa (dicembre 2017) sono stati in 706. In quindici entreranno a far parte del nuovo Consiglio a cui spetta eleggere poi il presidente. Il 20 dicembre scorso, però, una sentenza delle sezioni Unite civili della Cassazione ha stabilito come in “tema di elezioni degli Consigli degli ordini circondariali forensi, i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi”. Un’interpretazione della legge (113/2017) che per la Cassazione si intende riferita anche ai mandati espletati solo in parte prima della sua entrata in vigore e che quindi ha pure valenza retroattiva. La pronuncia della Cassazione (che ha valenza generale) rappresenta senza dubbio un vero “terremoto” per il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vibo perché la maggioranza dei precedenti componenti ha già espletato più di due mandati consecutivi anche se alcuni (almeno quattro) si sono ricandidati pure ora ed è tutto da discutere, dunque, se saranno poi dichiarati eleggibili. Si rischia infatti un ricorso al Consiglio Nazionale Forense contro i consiglieri eletti (e che hanno espletato più di due mandati) da parte degli avvocati che in tale turno elettorale non dovessero risultare eletti. Il Consiglio Nazionale Forense (tramite la Commissione elettorale) potrebbe quindi sospendere la proclamazione di alcuni eletti. Come andrà a finire non è dato sapere. Questi in ogni caso i 33 candidati per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vibo Valentia.  In riferimento a quanto sopra, dall'avvocato Giuseppe Altieri riceviamo e pubblichiamo: "Mi preme segnalare che la sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito l’applicazione retroattiva del limite dei due mandati, è stata fortemente avversata dall’avvocatura che rivendica il diritto di poter scegliere i suoi rappresentanti. Peraltro, la stessa norma è al vaglio della Corte Costituzionale perché ritenuta in contrasto con gli articoli 2,3,18,48,51 e 118 della Costituzione. E’ bene inoltre precisare che il Consiglio Nazionale Forense, nei casi in cui è stato presentato ricorso contro la proclamazione di candidati che avevano già svolto due mandati, ha sospeso il giudizio in attesa della decisione della Corte Costituzionale, consentendo così a coloro che hanno avuto il consenso degli iscritti di poter esercitare l’incarico per il quale sono stati eletti".

 

 

 

 

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