Due anni senza Francesco Prestia Lamberti, a Mileto una messa in suo ricordo

Era la sera del 29 maggio 2017 quando il sedicenne venne assassinato da un coetaneo in una località di campagna per futili motivi. Un delitto sul quale si attende ancora di conoscere tutta la verità

Era la sera del 29 maggio 2017 quando il sedicenne venne assassinato da un coetaneo in una località di campagna per futili motivi. Un delitto sul quale si attende ancora di conoscere tutta la verità

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Il compianto Francesco Prestia Lamberti

Sono passati già due anni dalla morte del 16enne Francesco Prestia Lamberti. Era la sera del 29 maggio del 2017, infatti, quando tra le campagne di Mileto, in località “Vindacitu”, il 15enne Alex Pititto si macchiava di un omicidio efferato, indirizzando due colpi di pistola alla nuca e alle spalle del povero coetaneo. Tra l’altro per futili motivi, visto che alla base del delitto – per gli stessi giudici del Tribunale dei minori di Catanzaro che nel giugno del 2018 lo hanno condannato a 14 anni di reclusione – vi sarebbe stata la gelosia, ovvero il sospetto nutrito da Pititto su una presunta relazione sentimentale fra la vittima ed una ragazzina di cui lo stesso si era invaghito, “tanto – si legge nella relativa sentenza – da non tollerare che altri si sentissero con lei nonostante loro due non fossero più fidanzati”. Un sospetto del tutto infondato, comunque, visto che per i medesimi giudici di Catanzaro la relazione fra Francesco Prestia Lamberti e la giovane del luogo, alla luce di tutte le testimonianze ascoltate, all’epoca era del tutto inesistente. Alex Pititto, qualche ora dopo il delitto si era consegnato nelle mani dei carabinieri della locale Stazione di Mileto autoaccusandosi dell’omicidio. La pistola con cui è stato compiuto il gesto, tuttavia, non è stata mai ritrovata. Il cadavere del 16enne, invece, fu trovato con l’arto superiore sinistro totalmente disteso e con la mano inserita all’interno della tasca anteriore dei pantaloni. Dettagli, questi, che sommati ad altri fanno ritenere il caso non del tutto chiuso, almeno per quanto riguarda eventuali complicità e coinvolgimenti. Di questo, del resto, sono certi gli stessi familiari della vittima, i quali – con grande compostezza, dignità e profonda fede cristiana – da allora continuano a chiedere con forza giustizia, che “chi sa parli” e che vengano finalmente dipanati i tanti coni d’ombra che, purtroppo, ancora oggi avvolgono la vicenda. Intanto, in occasione del secondo anniversario della morte di Francesco, una messa in suo suffragio sarà celebrata questa sera alle 18.30 nella chiesa parrocchiale della Badia. Un modo per ritrovarsi e pregare per l’anima del povero giovane, strappato prematuramente alla vita, ma anche per tenere desta la memoria e smuovere i cuori di chi, per paura o quant’altro, si nasconde dietro il muro dell’omertà.