Intitolato a Soumaila Sacko lo Sportello per i diritti di San Ferdinando – Video

Iniziativa del sindacato Usb ad un anno dal barbaro omicidio consumato nell’area della fornace “La Tranquilla” di San Calogero

Iniziativa del sindacato Usb ad un anno dal barbaro omicidio consumato nell’area della fornace “La Tranquilla” di San Calogero

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Nel giorno del primo anniversario della morte l’Unione sindacale di base non dimentica Soumaila Sacko, il giovane maliano ucciso il 2 giugno dell’anno scorso, con due colpi alla testa, mentre si trovava nell’area dell’ex fornace di località “La Tranquilla” a San Calogero. Soumaila Sacko era un attivista del sindacato e da oggi lo Sportello dei diritti rivolto, ai tantissimi migranti presenti a San Ferdinando e in generale in tutta la Piana, porterà il suo nome. Situato all’interno del comune lo sportello è finalizzato ad aiutare i migranti per tutte le pratiche e le informazioni relative al mondo della lavoro, dell’istruzione, della famiglia, con lo scopo di tutelari e affiancarli in qualsiasi tipo di percorso burocratico e giuridico.

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«L’intitolazione alla sua memoria – ha dichiarato Giuseppe Marra dell’Usb calabrese – non è casuale. Vogliamo infatti, continuare quel lavoro che proprio con lui svolgevamo sul territorio e soprattutto vogliamo non far dimenticare il suo barbaro assassino». Alla conferenza stampa di presentazione è intervenuto anche il primo cittadino di San Ferdinando Andrea Tripodi il quale ha affermato che «oggi Soumaila Sacko riposa nella sua terra, lontano da questa terra che non ha saputo dargli ascolto, che non ha saputo aprirgli le braccia, lontano dal rumore e dalla tragedia che lo ha colpito. Una tragedia che non ci può lasciare indifferenti e che non può che essere un monito per le istituzioni». Dal canto suo, il segretario della Flai Cgil di Gioia Tauro, Rocco Borgese, sottolinea che «Il giovane, originario del Mali, come molti altri braccianti abitava nella baraccopoli di San Ferdinando, smantellata pochi mesi fa grazie alle lotte condotte in maniera incessante dalla nostra sigla sindacale. A distanza di un anno dal tragico evento si spera che fatti di questo genere, incentivati certamente da politiche nazionali di odio e disprezzo verso gli stranieri, non si verifichino più». La Flai, nel definirsi «sempre vicina in questi anni alla questione dell’immigrazione della seconda area industriale di San Ferdinando, spera che veramente ci sia la seria volontà di risoluzione definitiva ad un grave problema che da anni infligge la Piana. Auspichiamo, ha che il protocollo d’intesa firmato in Prefettura a Reggio Calabria non rimanga “lettera morta” concretizzandosi nell’immediato. Ci auguriamo che i riflettori, in uno dei ghetti più grandi d’Europa, dove lo sfruttamento e i gesti barbari, come quello che ha visto la morte tragica di Soumaila Sacko, non si spengano altrimenti i ragazzi africani torneranno ad essere quegli invisibili di sempre dimenticati da tutti ed anche da Dio”.

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