Omicidio di Maria Chindamo, gli inquirenti: «Primo passo importante» – Video

La svolta nelle indagini nelle dichiarazioni dei pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti e Concettina Iannazzo e dei vertici dell’Arma Luca Romano e Valerio Palmieri

La svolta nelle indagini nelle dichiarazioni dei pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti e Concettina Iannazzo e dei vertici dell’Arma Luca Romano e Valerio Palmieri

Informazione pubblicitaria

Non nascondono la loro soddisfazione gli inquirenti per il primo passo importante per fare piena luce sulla scomparsa di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello rapita e poi fatta sparire il 6 maggio 2016 a Limbadi, contrada Montalto, dinanzi al cancello del suo podere agricolo. Per il procuratore facente funzioni della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti, ci si trova dinanzi ad un primo importante risultato investigativo. Le indagini sono state condotte dal pm Concettina Iannazzo secondo la quale “gli elementi raccolti non consentono di chiarire il ruolo di Salvatore Ascone nel delitto e la sua collaborazione con gli esecutori materiali. Una goccia nel mare, certo, ma che ci consente di procedere con un lavoro che contiamo di mandare avanti con celerità. L’obiettivo resta ritrovare quello di resti di Maria Chindamo”.

Informazione pubblicitaria

Luca Romano, alla guida del Reparto Operativo dei carabinieri di Vibo Valentia ha dal canto suo parlato di un’indagine “complessa”, con una squadra integrata composta dal Nucleo investigativo e dai reparti specializzati del Ros “Crimini violenti”, oltre che dal Ris di Messina. L’attenzione dell’Arma su questo delitto non è mai calata in quanto si tratta di un fatto che ha colpito l’intero Paese. Le ricerche non sono mai state interrotte e questo primo risultato investigativo getto un fascio di luce sulla vicenda. Valerio Palmieri, alla guida del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Vibo, ha infine dichiarato che le indagini hanno permesso di accertare come “qualcosa non andava nell’impianto di videosorveglianza della proprietà di fronte alla scena del crimine e su quello ci siamo concentrati. L’impianto della villetta di Salvatore Ascone è stato manomesso il giorno prima della scomparsa di Maria Chindamo, mentre una telecamera era stata spostata due giorni prima. L’impianto ha smette di funzionare alle 22.37 del 5 maggio 2016. Nelle immagini precedenti non si vede alcun movimento. Chi è entrato a manometterlo poteva farlo senza far scattare l’allarme. Ora tutte le energie saranno concentrate a capire chi ha materialmente ucciso Maria Chindamo. Vi chiediamo ancora fiducia e pazienza”.

  

LEGGI ANCHE: Maria Chindamo: la telecamera manomessa e le dichiarazioni di Emanuele Mancuso – Video

Scomparsa di Maria Chindamo: sono tre gli indagati, ecco i ruoli