Presunta usura bancaria, il gip di Vibo esclude responsabilità per dipendenti e direttori

Assenti le specifiche condotte da ascrivere agli indagati per poter valutare l’archiviazione chiesta dalla Procura che avrà ora sei mesi di tempo per ripresentare le proprie conclusioni

Assenti le specifiche condotte da ascrivere agli indagati per poter valutare l’archiviazione chiesta dalla Procura che avrà ora sei mesi di tempo per ripresentare le proprie conclusioni

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Mancano le specifiche condotte da ascrivere agli indagati al fine di poter valutare la richiesta di archiviazione avanzata dal pm della Procura di Vibo, Ciro Luca Lotoro, nel procedimento penale aperto a carico di sette persone dopo la denuncia di due famiglie (Riga e Famigliolo) per la presunta usurarietà dei tassi di interesse applicati in riferimento a contratti di apertura di credito e finanziamenti. Per questi motivi, il gip del Tribunale di Vibo Valentia Pia Sordetti ha rigettato la richiesta di archiviazione disponendo la trasmissione degli atti al pubblico ministero affinchè provveda ad effettuare le indagini delegate nel termine di sei mesi. Dalla lettura del decreto del gip, meglio si comprendono le ragioni giuridiche poste a fondamento della decisione.

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“In punta di diritto – sottolinea il giudice Pia Sordetti – solo ai presidenti dei consigli di amministrazione delle banche, quali organi di vertice, è imposto il dovere di informarsi con diligenza sulla normativa in materia di interessi legali e tassi soglia, poiché i relativi statuti attribuiscono loro poteri in materia di erogazione del credito, rientranti nell’ambito dei più generali poteri di indirizzo dell’impresa, sussistendo in capo ad essi una posizione di garanzia a tutela dei clienti degli istituti bancari quanto al rispetto delle disposizioni di legge in tema di erogazione del credito. Ne consegue – spiega il gip – che ai dipendenti degli istituti di credito, compresi i direttori generali e i direttori di filiale, che intervengono in sede di stipulazione dei contratti bancari devono ritenersi esenti da responsabilità, non potendo ad essi attribuirsi la consapevole accettazione del rischio di interessi usurari, operando secondo le direttive degli organi di vertice della Banca, non potendo loro riconoscersi alcuna autonomia nella determinazione delle condizioni di contratto”. Il giudice non ha poi ravvisato la completezza dell’informativa della polizia giudiziaria e il ruolo dei soggetti indagati emerge unicamente dalle denunce-querele versati in atti, “le quali non appaiono riscontrate da alcun atto di polizia giudiziaria finalizzato alla puntuale indicazione della qualità e delle specifiche condotte da ascrivere ai predetti”. Da qui il rigetto alla richiesta di archiviazione.     LEGGI ANCHE: Inchiesta su presunta usura bancaria, la replica della Bcc del Vibonese ai legali delle parti offese

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