Tropea scende in piazza contro la chiusura dell’ospedale

Il comitato civico prepara una manifestazione «pacifica e di popolo, a margine della quale si continueranno a raccogliere le schede elettorali da inviare al Prefetto in segno di protesta». Sulla questione interviene anche il deputato Franco Bruno: «La chiusura sarebbe uno scandalo».

Il comitato civico prepara una manifestazione «pacifica e di popolo, a margine della quale si continueranno a raccogliere le schede elettorali da inviare al Prefetto in segno di protesta». Sulla questione interviene anche il deputato Franco Bruno: «La chiusura sarebbe uno scandalo».

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L'ospedale di Tropea

Tropea si prepara alla grande mobilitazione in difesa dell’ospedale cittadino. L’appuntamento è fissato per venerdì 8 aprile, alle ore 9, con partenza dal piazzale antistante il nosocomio, quando si avvierà una marcia contro il piano di ridimensionamento previsto nel decreto del commissario straordinario alla Sanità, Massimo Scura.

All’iniziativa, promossa dal comitato civico pro ospedale, sono state invitate le scuole, i sindaci, Le categorie professionali, la realtà ecclesiastica, il volontariato. «Sarà una manifestazione pacifica e di popolo – chiariscono gli organizzatori – a margine della quale si continueranno a raccogliere le firme e le schede elettorali da inviare al Prefetto in segno di protesta e richiesta di attenzione».

Una chiusura che sarebbe «scandalosa» quella dell’ospedale di Tropea, secondo il deputato Franco Bruno, il quale ravvisando un «rischio sempre più concreto» evidenzia come «addirittura non si riesce più a capire se
i servizi di Pronto soccorso resteranno in funzione o meno. La questione non è di poco conto e va affrontata con chiarezza».

Anche perché, per Bruno, «Tropea non è una qualunque cittadina calabrese. Tropea è la Calabria, il suo mare, il suo turismo, la sua eccellenza. Provate a definire la Calabria in positivo con qualsiasi altro italiano – spiega -. Tropea c’è sempre. Si può tranquillamente definire la capitale del turismo della nostra regione, visitata da almeno 200.000 turisti ogni estate e basti pensare che gli ospiti assicurano, ogni anno, al Comune 300mila euro di tassa di soggiorno.

Privare Tropea di un presidio medico per le emergenze metterebbe a rischio non solo il turismo e l’indotto che ne deriva ma la salute e la sicurezza dei cittadini e dei forestieri che inevitabilmente vi si rivolgono con maggiore frequenza nel periodo estivo. Sono certo che il presidente Oliverio e tutti gli altri rappresentanti istituzionali sapranno fare fronte comune per scongiurare una così penalizzante eventualità».