“Costa pulita”, gli arrestati non rispondono al gip

Tutti, o quasi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Attesa per domani la decisione in merito alla convalida dei provvedimenti.

Tutti, o quasi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Attesa per domani la decisione in merito alla convalida dei provvedimenti.

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Si avvalgono della facoltà di non rispondere tutti, o quasi, i soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione “Costa pulita” coordinata dalla Dda di Catanzaro contro le consorterie della costa vibonese in affari con il clan Mancuso di Limbadi.

Comparsi questa mattina davanti al gip Alberto Filardo, Leonardo Melluso, i fratelli Simone ed Emanuele Melluso, Antonio Accorinti (figlio del boss Nino, tuttora latitante), Francesco Marchese, Giancarlo Lo Iacono, Carlo Russo e Salvatore Prostamo.

Tra questi gli unici a rispondere, negando ogni addebito, sono stati Leonardo Melluso, Marchese e Prostamo. Domani, dal carcere di Alessandria, per rogatoria, sarà la volta di Giuseppe Bonavita. Tutti assistiti dall’avvocato Giuseppe Bagnato. 

Al contrario si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il boss Michele Cosmo Mancuso, i fratelli Federico e Davide Surace, Salvatore Muzzupappa (tutti difesi dall’avvocato Francesco Sabatino); i fratelli Carmine e Ferdinando Il Grande (avv. Vincenzo Galeota e Michele Accorinti); Gerardo La Rosa (avv. Carmine Pandullo e Galeota); e Giuseppe Evalto (avv. Franco Muzzopappa).

Attese per domani le decisioni del gip in merito alla convalida dei provvedimenti.

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