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Rinascita Scott: il narcotraffico dal Vibonese alla Toscana nel patto tra ‘ndrangheta e mafia albanese

In aula l’investigatore che ha ricostruito il narcotraffico tra gli albanesi ed il gruppo del boss Giuseppe Accorinti attraverso il “fidato” Valerio Navarra

Rinascita Scott: il narcotraffico dal Vibonese alla Toscana nel patto tra ‘ndrangheta e mafia albanese
Valerio Navarra

Il narcotraffico al centro della testimonianza del colonnello Michele De Rosa nel maxiprocesso Rinascita Scott. In servizio al comando generale dell’Arma dei carabinieri di Roma, in precedenza alla guida del Nucleo Investigativo di Firenze. Iniziamo ad indagare nell’aprile-maggio 2018 e concludiamo con un’informativa del 25 febbraio 2019. L’indagine nasce attorno alla figura di Valerio Navarra, 29 anni, di Pernocari di Rombiolo che si era trasferito a Montecatini e gestiva una pizzeria intestata alla moglie Maria Concetta Grillo. Su Navarra erano emersi elementi che lo davano al centro del traffico di stupefacenti con una persona di Mileto legata a Giuseppe Accorinti di Zungri. Navarra si era trasferito in un territorio come quello toscano per sottrarsi alla pressione investigativa esercitata dagli organi investigativi calabresi – ha spiegato De Rosa – abbiamo ricostruito i rapporti di Navarra con dei narcotrafficanti albanesi dell’area fiorentina, in particolare con Lazaj Robert, che faceva l’intermediario presso fornitori di marijuana, arrivando ad effettuare varie spedizioni di marijuana in Calabria, una delle quali è stata oggetto di sequestro nel gennaio del 2019. Navarra veniva considerato anche dal Lazaj Robert e dagli stessi albanesi come un appartenente alla ‘ndrangheta, tanto che Lazaj è stato intercettato mentre parla con Navarra di equilibri di potere tra ‘ndrangheta e mafia albanese, spiegando che oggi la mafia albanese sono pari alla ‘ndrangheta e che in Olanda sono più potenti gli albanesi.  Parlando di debiti di stupefacenti, Lazaj spiegava poi che in Calabria in mancanza di pagamenti uccidevano tutta la famiglia e non solo il diretto interessato come a Firenze. [Continua in basso]

Pantaleo Maurizio Garisto

Registriamo anche una conversazione in cui Michele Pappa di Rombiolo chiede a Valerio Navarra un’intercessione con Giuseppe Accorinti il 19 agosto 2018 quando Navarra accompagna Pappa a Zungri dove trova ad attenderli Pietro Accorinti.  In altra conversazione, invece, Lazaj informa Navarra che durante la notte ignoti hanno fatto esplodere un ordigno davanti alla porta di ingresso della propria casa in Albania e ritiene che questo atto intimidatorio sia connesso ad un debito che i calabresi hanno con gli albanesi per il mancato pagamento di una fornitura di marijuana.

Il 17 agosto 2018, poi, Valerio Navarra si trova a Filandari all’interno dell’abitazione di Cichello Domenico e dalle attività intercettive emerge come alle dieci di sera Navarra monta a bordo della propria macchina sottoposta ad intercettazione, e si mette a forte velocità all’inseguimento di un’autovettura, dopodiché, tornato presso l’abitazione di Cichello, Navarra fa salire a bordo un soggetto non identificato e anche un secondo uomo al quale Navarra si rivolge con in nome di Leo, che viene poi identificato in Garisto Pantaleone Maurizio, nato a Carate Brianza il 21.11.1982. Navarra si mette quindi nuovamente alla ricerca di una Golf grigia ritenuta sospetta e non nascondono di temere che si possa trattare di un agguato diretto nei loro confronti e nel corso dell’inseguimento con quest’autovettura Garisto invita Navarra che è alla guida a tenersi comunque a distanza dall’auto inseguita per evitare di poter essere attinti da colpi d’arma da fuoco”. Successivamente, anche Giuseppe Navarra, fratello di Valerio, si trasferisce a Montecatini, raccomandandogli di buttare tutti i vecchi telefonini per timore di essere intercettati.

Giuseppe Accorinti

Sempre il 17 agosto 2018 – ha riferito il teste – risulta che Valerio Navarra ha incontrato a Mesiano Nicola Preiti di San Calogero, mentre il 19 agosto 2018 registriamo una conversazione interessante con Rocco Cono Fusca di Cessaniti. In questa conversazione – ha spiegato il teste in aula – Fusca garantisce a Navarra che farà il possibile per raccogliere del denaro e glielo invierà, e poi a sua volta Fusca chiede a Navarra se abbia portato qualcosa, ricevendo una risposta negativa”. Sia Nicola Preiti che Rocco Cono Fusca hanno precedenti per narcotraffico, mentre altri incontri sono stati documentati dagli investigatori fra Valerio Navarra, Francesco Barbieri di Pannaconi (nipote di Accorinti in quanto figlio della sorella) e Antonino Barbieri, così come la raccolta di denaro da parte di Valerio Navarra ed un un “versamento sospetto di ventinovemila euro in contanti – ha spiegato l’investigatore in aula – effettuato da Navarra Valerio il 16 agosto 2018 presso l’Ufficio Postale di Vibo Valentia su un libretto postale di Poste Italiane intestato allo stesso Navarra Valerio e alla madre Paglianiti Concetta”. Da altra conversazione si ricava invece che l’11 gennaio 2019 Valerio Navarra si reca in provincia di Pistoia a prelevare Franco Papuzzo, 71 anni, di Vibo Valentia, anche lui imputato in Rinascita Scott e che “accompagnerà Navarra in uno dei trasporti di marijuana nel Vibonese”. I due nelle intercettazioni raccontano anche che in un’occasione Valerio Navarra si sarebbe messo a disposizione di Saverio Razionale andando a prelevare a Milano di notte un giovane poi consegnato a Razionale.
Altri contatti assidui sono stati registrati pure fra Valerio Navarra e Nazzareno Fiorillo di Piscopio, alias “U Tartaru”, pure lui imputato nel maxiprocesso per narcotraffico, e Michele Fiorillo, figlio di Nazzareno.
Al vertice di tutto, però, secondo quanto emerso dalle indagini, ci sarebbe Giuseppe Accorinti, un personaggio chiamato “zio” da Valerio Navarra e dagli albanesi, capace di decidere le sorti di tutti. In un’intercettazione, l’albanese avrebbe infatti affermato ad altro sodale: ““Sai con chi sono in contatto o no? Questi mandano le persone per uccidere. Io ho a che fare con il capo dei boss di ‘ndrangheta che comanda la Calabria, la testa della ‘ndrangheta”.

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