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Rinascita Scott: i legami di Orazio Lo Bianco e Giuseppe Topia con consiglieri di Vibo e Ionadi

Il giornale in carcere pagato dall’assistente giudiziario del Tribunale di Vibo Danilo Tripodi per un detenuto, la figura di Alfredo Lo Bianco e il legame con il fratello nella deposizione di Valerio Palmieri

Rinascita Scott: i legami di Orazio Lo Bianco e Giuseppe Topia con consiglieri di Vibo e Ionadi
L'aula bunker dove si tiene il maxiprocesso Rinascita Scott
Valerio Palmieri

Politica e mafia al centro delle deposizioni del tenente colonnello Valerio Palmieri nel maxiprocesso Rinascita Scott. Dopo aver esaminato l’attività di indagine nata attorno alla figura di Antonio Vacatello ed anche i riferimenti fatti dallo stesso a due ex assessori comunali di Vibo, ora consiglieri comunali di maggioranza (LEGGI QUI: Rinascita Scott, Palmieri in aula: «Vicinanza fra Vacatello e amministratori del Comune di Vibo» ), il teste ha riferito in aula anche di altre vicende che interessano gli imputati Danilo Tripodi, assistente giudiziario del Tribunale di Vibo Valentia, e Orazio Lo Bianco. [Continua in basso]

Danilo Tripodi

E’ il 9 giugno del 2019 e Danilo Tripodi viene intercettato dagli investigatori mentre comunica alla madre di Giuseppe Topia «di aver appreso dall’ufficio matricola del carcere che stavano provvedendo a scarcerare il figlio Topia Giuseppe». Giuseppe Topia, 41 anni, non è un nome qualsiasi nello “scacchiere” del narcotraffico internazionale di cocaina. E’ stato infatti condannato a 20 anni di reclusione in appello nell’operazione “Meta 2010” quale “braccio-destro” del broker della cocaina, Vincenzo Barbieri, quest’ultimo ucciso nella sua San Calogero nel marzo del 2011. Il 9 giugno del 2019 è stato scarcerato per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare.

Giuseppe Topia

«In relazione ala conversazione di Danilo Tripodi – ha riferito il teste Palmieri – abbiamo fatto predisporre un servizio di osservazione da parte dei colleghi del Nucleo Investigativo di Teramo che registravano effettivamente i soggetti che erano lì ad aspettare la scarcerazione di Topia Giuseppe, ed effettivamente documentavano, anche con servizio fotografico, l’incontro che c’era tra Topia Giuseppe e Tripodi Danilo che si scambiavano calorosamente degli abbracci, con il Tripodi che giungeva a bordo di una Mercedes classe B risultata intestata ad una società di autonoleggio. Tra le persone che si trovavano all’esterno della struttura carceraria ad accogliere Topia – ha aggiunto Palmieri – c’era anche Giuseppe Lo Bianco, nato a Vibo Valentia il 7.05.88, assessore e consigliere di maggioranza al Comune di Ionadi. Giuseppe Lo Bianco risulta essere coniugato con la figlia di Topia Carmela classe 1965, sorella di Giuseppe Topia Giuseppe. Giuseppe Lo Bianco è inoltre figlio di Alfredo Lo Bianco, consigliere del Comune di Vibo Valentia e poi – ha ricordato il teste – anche presidente facente funzioni dell’amministrazione provinciale di Vibo, quest’ultimo fratello di Orazio Lo Bianco».

Giuseppe Lo Bianco

Giuseppe Lo Bianco (che a differenza del padre e dello zio non è indagato in Rinascita Scott) è stato consigliere comunale a Ionadi ed anche assessore (due volte) della Giunta guidata dal sindaco Antonio Arena. Anche alle recenti elezioni comunali del 12 giugno scorso si è ricandidato a consigliere comunale nella lista del candidato sindaco Antonio Arena, ma non è stato eletto. Il 9 giugno del 2019, quindi, risulta essere andato a Teramo ad attendere all’esterno la scarcerazione di Giuseppe Topia, fratello della suocera. Danilo Tripodi, invece, dall’inchiesta Rinascita Scott e dalla deposizione di Valerio Palmieri è emerso che pagava l’abbonamento al Quotidiano per far giungere il giornale in carcere a Giuseppe Topia.

Orazio Lo Bianco e il fratello al Comune di Vibo

Orazio Lo Bianco

Valerio Palmieri nel corso della sua deposizione si è poi a lungo soffermato anche sulla figura di Orazio Lo Bianco, 48 anni, di Vibo Valentia, imputato ed attualmente detenuto.
«All’interno dell’amministrazione comunale operava suo Lo Bianco Alfredo, cl. ’59, fratello di Orazio, che era all’epoca consigliere e vicepresidente in carica sia dell’amministrazione provinciale e consigliere comunale di Vibo Valentia, Un primo riferimento – ha riferito Palmieri – al fatto che Orazio Lo Bianco facesse da intermediario anche per l’intervento del fratello per soggetti che avevano bisogno proprio di un amministratore comunale, lo troviamo in una conversazione tra Orazio Lo Bianco e l’ex testimone di giustizia Francolino Giuseppe che, come risultava in quel periodo da fonti aperte, era stato sfrattato dal Comune per motivi di sicurezza pubblica dall’abitazione ubicata a Vibo Marina. Quindi l’ex testimone chiede ad Orazio Lo Bianco di chiamare suo fratello». Orazio Lo Bianco – secondo la ricostruzione del t este Palmieri – si sarebbe inoltre interessato anche per l’assegnazione di un posto al mercato di Vibo Marina in favore di un suo amico attraverso l’intermedizione del fratello Alfredo Lo Bianco, in quel momento consigliere comunale a Vibo. Alfredo Lo Bianco, consigliere comunale con il centrodestra durante l’amministrazione Costa e poi con il Pd nel 2019, il 4 luglio 2020 si è dimesso dal Consiglio comunale di Vibo rinunciando alla reintegra. E’ imputato nel maxiprocesso Rinascita Scott.

Alfredo Lo Bianco

«Un’altra situazione che denota il ruolo di Lo Bianco Alfredo e Orazio all’interno del sodalizio vibonese, in particolare ovviamente di Lo Bianco Orazio, emerge – ha continuano poi Palmieri – anche in una conversazione che Lo Bianco Orazio ha avuto con Patania Francesco Michelino, che riguarda il nipote di Orazio, appunto Giuseppe Lo Bianco, che è il figlio di Alfredo ed anche lui è attivo politicamente nell’amministrazione comunale di Ionadi, era consigliere di maggioranza e assessore a Ionadi nel periodo in cui avviene questa conversazione. Perché è importante questo aspetto? Perché, come succede quando viene interessato un soggetto che in qualche modo è collegato agli apparati di soggetti che sono comunque inseriti nel contesto criminale – ha spiegato Palmieri – prima di operare o prendere decisioni contro questi intervengono presso chi può intervenire a loro volta perché collegati al soggetto che ha fatto qualche mancanza. In questo caso il 5 maggio del 2017 Francesco Michelino Patania, detto Cicciobello, chiama Orazio Lo Bianco e lo rimprovera per il comportamento tenuto dal nipote Giuseppe Lo Bianco».Digli di comportarsi “pulito” che qua ci sono amici” avrebbe quindi rimproverato Francesco Patania ad Orazio Lo Bianco in riferimento al comportamento che Giuseppe Lo Bianco avrebbe tenuto nei pressi di un concessionario Mercedes.

LEGGI ANCHE: Rinascita Scott, Palmieri in aula: «Vicinanza fra Vacatello e amministratori del Comune di Vibo»

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