False certificazioni per ottenere il porto d’armi, diciotto indagati

Avvisi di conclusione indagini emessi dalle Procure di Vibo e Palmi. Coinvolti anche pubblici ufficiali in servizio nelle sezioni di tiro a segno di Palmi e Roccella Jonica

Avvisi di conclusione indagini emessi dalle Procure di Vibo e Palmi. Coinvolti anche pubblici ufficiali in servizio nelle sezioni di tiro a segno di Palmi e Roccella Jonica

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Le Procure della Repubblica di Vibo Valentia e di Palmi hanno dichiarato concluse le indagini che la Divisione Polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione della Questura di Vibo Valentia ha espletato nell’arco di alcuni mesi nei confronti di diciotto persone richiedenti la licenza di porto di fucile nonché nei confronti di pubblici ufficiali in servizio presso le sezioni di tiro a segno nazionale di Palmi e Roccella Jonica.

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In particolare, le risultanze investigative acquisite lasciavano emergere gravi e concordanti indizi di reità a carico degli stessi individui responsabili, a vario titolo, dei reati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici; uso di atto falso; soppressione, distruzione e occultamento di atti veri, ed altri reati per aver utilizzato diplomi di idoneità al maneggio delle armi (necessari per ottenere il rilascio della licenza di porto di fucile) nei quali era falsamente attestata l’effettuazione di prove pratiche di tiro con armi da fuoco.

L’attività d’indagine permetteva, altresì, di acclarare condotte di reato gravi e continuate, commesse anche da pubblici ufficiali in servizio presso le sezioni di tiro a segno di Palmi e Rocella Jonica, responsabili di aver redatto i cennati certificati viziati da falsità ed ancora, in taluni casi, di aver distrutto atti pubblici.

I gravi e concordanti indizi di reato acquisiti inducevano la Procura della Repubblica di Vibo Valentia e la Procura della Repubblica di Palmi ad emettere avviso di conclusione delle indagini preliminari nonché contestuale informazione di garanzia (atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio) nei confronti di tutti gli indagati.