Elicottero a Nicotera, i pentastellati presenteranno un’interrogazione parlamentare

Dalila Nesci: «Lo Stato faccia subito chiarezza. Il fatto è gravissimo e l’amministrazione comunale guidata da Pagano è complice di quanto successo»

Dalila Nesci: «Lo Stato faccia subito chiarezza. Il fatto è gravissimo e l’amministrazione comunale guidata da Pagano è complice di quanto successo»

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«Ormai in Italia tutto è concesso ed autorizzato. Dagli inchini ai talk show nelle tv di Stato; elicotteri ormai immessi nel mercato “criminale” per rendere omaggi alle esequie-show fino ai matrimoni in pompa magna. Ma chi autorizza tutto questo?». E quanto dichiara il membro della Commissione antimafia Mario Giarrusso (M5S).

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Matrimonio in grande stile a Nicotera, gli sposi all’altare in elicottero

«Quello che è avvenuto giorni fa a Nicotera, in Calabria, è un fatto gravissimo che fa emergere, per l’ennesima volta, il lato oscuro della complicità di chi non poteva non sapere che il centro storico sarebbe stato chiuso al traffico per consentire agli sposi di volare felici e contenti. Presenterò un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere se il ministro Angelino Alfano intende intervenire nell’immediato al fine di contrastare tali dinamiche di potere mafioso e quali misure di intende avviare considerato che qualcuno al Comune di Nicotera ne era a conoscenza. Anche in Calabria come a Roma, la ‘ndrangheta vola felice e contenta».

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Dello stesso tenore le considerazioni della parlamentare tropeana Dalila Nesci: «Lo Stato faccia subito chiarezza sull’atterraggio di un elicottero con due novelli sposi nella piazza principale di Nicotera, uno dei quali avrebbe rapporti di parentela con la famiglia Mancuso, potente cosca di ‘ndrangheta».

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Lo afferma in una nota la deputata M5s Dalila Nesci, che aggiunge: «L’episodio è gravissimo e per quanto ricostruito lascia ipotizzare complicità dell’amministrazione comunale, che dovrà fornire tutte le spiegazioni del caso alla Procura di Vibo Valentia. Presenterò immediatamente un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e dei Trasporti, perché questa vicenda potrebbe rivelare molto più di quanto si possa immaginare, in merito alla gestione dei poteri pubblici nel territorio vibonese. Oltretutto – sottolinea la parlamentare – se fossero accertate irregolarità in virtù di parentele con l’organizzazione criminale, nell’immaginario collettivo passerebbe un messaggio inaccettabile, cioè che l’amministrazione pubblica permette ogni sfizio a soggetti comunque riconducibili al potere dell’antistato. La provincia di Vibo Valentia – conclude Nesci – ha bisogno di un controllo e di un’attenzione particolari dallo Stato, perché il dominio mafioso è forte, capillare e purtroppo esteso anche a diversi municipi, sciolti per infiltrazioni. Da tempo il Movimento Cinque Stelle ha portato in Parlamento la questione vibonese, ma il Governo si sta rivelando sordo, muto e cieco».

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