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Soriano, Iannelli barricata nella Biblioteca calabrese: «Aggredita verbalmente dal sindaco che voleva cambiare le serrature» -Video

La direttrice dell’Istituto che custodisce oltre 30mila volumi dedicati alla Calabria racconta quanto accaduto: «Mi ha urlato contro, ma da qui non mi muovo». Il primo cittadino si rifiuta di commentare

Soriano, Iannelli barricata nella Biblioteca calabrese: «Aggredita verbalmente dal sindaco che voleva cambiare le serrature» -Video
Maria Teresa Iannelli davanti al portone sbarrato della Biblioteca calabrese

«Non ho intenzione di andare via, qui ci passerò anche la notte, non vorrei che venissero a cambiare la serratura con il favore delle tenebre». Da questa mattina, la direttrice della Biblioteca calabrese di Soriano, Maria Teresa Iannelli, si è letteralmente asserragliata all’interno dell’edificio (di proprietà comunale, ma concesso in comodato d’uso per 50 anni) con l’obiettivo di impedire al neo sindaco Antonino De Nardo di cambiare la serratura. La situazione è precipitata questa mattina, quando tre incaricati («Non so chi fossero, ma mi dicono due politici e un falegname, forse assessori», racconta Iannelli) si sono presentati all’ingresso del palazzo monumentale che ospita uno dei luoghi più carichi di cultura ma anche meno fruiti del Vibonese e della intera regione, la Biblioteca calabrese di Soriano, che custodisce oltre 30mila titoli dedicati esclusivamente alla Calabria e ai calabresi. Un patrimonio immenso chiuso al pubblico da tempo immemorabile per mancanza di alcune obbligatorie autorizzazioni di sicurezza.

«Si sono presentati e ci hanno informati che si sarebbero apprestati a cambiare le serrature – continua la direttrice dell’Istituto -. Ho detto loro che non ne sapevo niente e la cosa non si poteva fare, perché, sebbene l’edificio sia di proprietà del Comune, è stato dato in comodato d’uso alla Biblioteca calabrese, che è un Ente autonomo, con organi collegiali ai quali bisogna dare conto, che fa parte del Terzo settore. In quanto direttore ho una precisa responsabilità sulle opere custodite e non potevo certo consentire di altri cambiassero le serrature lasciandomi di fatto fuori».

Poteva finire qui, invece, la situazione è diventata molto più tesa quando, dopo circa 15 minuti, si è presentato il sindaco con altre persone al seguito. «Ha cominciato a urlare, aggredendomi verbalmente – racconta Iannelli, che in passato è stata direttore del Museo Vito Capialbi di Vibo -. Una vera e propria scenata, con frasi scomposte e rabbiose. Gli ho detto di calmarsi e così hanno fatto anche gli altri presenti, compresi quelli che l’accompagnavano, probabilmente consapevoli che stava esagerando. Dunque, gli ho detto che non mi sarei mossa di lì e intendo restarci anche nei prossimi giorni».

Dopo il diverbio, Iannelli ha chiamato i carabinieri, informandoli di quanto accaduto e della sua decisione di restare a presidiare la Biblioteca. Ora sta valutando di presentare una formale denuncia.

Dal canto suo, il sindaco De Nardo non ha voluto raccontarci la sua versione dei fatti e, appena ha visto il microfono di LaC e del Vibonese, si è a voltato dall’altra parte allontanandosi, limitandosi a un no-comment categorico.

Dopo il diverbio, Iannelli ha contattato il presidente della Biblioteca calabrese, Pino Ceravolo, ma anche lui ha tagliato corto: «Mi ha detto che era in viaggio per Roma e non ha voluto approfondire più di tanto cosa fosse successo, negandomi anche un semplice supporto psicologico. Una delusione grandissima per me».

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