giovedì,Aprile 15 2021

Vibo, lavori al Carmine: quel progetto che non convince i residenti – Video

Il portavoce del Forum delle associazioni critica il metodo adottato: «Manca concertazione con i residenti, questo spazio si poteva utilizzare per diverse attività»

Vibo, lavori al Carmine: quel progetto che non convince i residenti – Video

La ratio del progetto sarebbe quella di riqualificare dal punto di vista ambientale e urbanistico uno scorcio del centro storico di Vibo Valentia, in uno dei quartieri più antichi come il Carmine. Una ratio che però non viene colta dai residenti e dalle associazioni da sempre attive ed attente a questa parte di città. È il caso del cantiere avviato da poco più di un mese sull’area dove un tempo sorgeva un settecentesco palazzo nobiliare, buttato giù negli anni ’70 e da allora rimasto pressoché un rudere. «Noi contestiamo il metodo dell’amministrazione comunale – afferma Antonio D’Agostino, del Forum delle associazioni – vorremmo semplicemente sederci insieme a un tavolo e vedere le migliorie da attuare, non solo in base alle osservazioni fatte in precedenza ma anche sentendo i residenti. Quando si fanno opere pubbliche ormai c’è bisogno del consenso dei fruitori».

Proprio alcuni giorni fa l’amministrazione annunciava con tanto di foto e comunicato la ripresa dei lavori su questo cantiere in cui dovrebbe sorgere un’area verde con panchine e marciapiedie piante ornamentali. Ma come detto, per le associazioni non è solo una questione di merito del progetto, sul quale restano con le loro idee, ma di metodo. «Al momento sembra uno spazio sminuzzato, non si intravede la funzione di questa area. Siamo in tanti a chiederci cosa si farà, e gli elaborati non lo illustrano in maniera definitiva. Si potrebbero fare concerti, mostre, spettacoli. Sarebbe importante che si definisse bene l’uso finale di questo spazio». A questo punto l’auspicio è che il metodo venga cambiato per il futuro, dato che i cantieri nel centro storico non sono finiti. «Ce n’è uno molto delicato – conclude D’Agostino – per la porta di Conte d’Apice, oltre ad altri due nell’area della Cerasarella e a Palazzo Marzano».

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