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L’assessore regionale al Lavoro Roccisano e il presidente dell’Ente bilaterale per il turismo Scarnati ne hanno parlato questa mattina alla Confcommercio.

L'incontro di questa mattina in Confcommercio
Cronaca

Segnali positivi che tuttavia ancora sono ben lungi dal configurare una stabile crescita del settore. Ma, in ogni caso, un incoraggiante punto di partenza che, se sostenuto da adeguate politiche pubbliche, può costituire un volano per l’economia regionale, con il Vibonese a fare da locomotiva. Si è parlato di turismo, in questi termini, questa mattina presso la Confcommercio di Vibo alla presenza dell’assessore regionale alla Formazione professionale e lavoro, Federica Roccisano, del presidente regionale dell'Ente bilaterale per il turismo, Luigi Scarnati, e del vicepresidente Confcommercio Biagio Piro.

La priorità per un rilancio del settore, si è convenuto, è da ricercarsi nella formazione professionale. Lo ha messo in evidenza soprattutto Scarnati parlando di «professionalità da formare che non siano solo estetiste, ma che riguardino numerose altre figure sulle quali si deve imporre un'azione concreta». Come, ad esempio, «la formazione linguistica per gli alberghi, aspetto sul quale l’ente regionale è attivo e propositivo». Formazione da accompagnare a maggiori tutele per i lavoratori, come la «proposta per il welfare contrattuale, più che mai necessaria a fronte della perdita di centinanti di posti di lavoro. Vi è - ha spiegato Scarnati - la necessità di integrare il reddito con voucher economici per la spesa sanitaria o per altri servizi utili ai lavoratori e alle loro famiglie». Gli stessi lavoratori - ha aggiunto - che sono alle prese con un calo delle giornate lavorative rispetto agli anni passati. Campanello d’allarme, questo, che indica come bisogna sempre più puntare su nuove e più efficaci politiche imprenditoriali».

Dalla Roccisano l’ammissione che «il dialogo con gli enti bilaterali deve servire alla Regione proprio per mirare alle politiche potenzialmente attuabili evitando, così, di ragionare per “cattedrali nel deserto”. Bisogna aprire a nuove figure così come puntare sui settori lavorativi che possono essere trainanti per la regione creando occupazione. Tra questi, il turismo è sicuramente in pole position». Sul piano strategico la strada è quella tracciata dal progetto “Garanzia giovani”, «strumento più immediato che, grazie ai fondi Por, consente d’investire sugli under 29 facendo in modo che possano inserirsi nei circuiti occupazionali attraverso la formazione e l'apprendistato».

Lacnews24.it
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