Autobomba di Limbadi, accuse archiviate per Lucia Di Grillo

Resta imputata per tentata estorsione ed armi ma non risponderà dell’omicidio di Matteo Vinci e del ferimento di Francesco Vinci
Resta imputata per tentata estorsione ed armi ma non risponderà dell’omicidio di Matteo Vinci e del ferimento di Francesco Vinci
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Lucia Di Grillo

Il gip distrettuale di Catanzaro ha archiviato la posizione di Lucia Di Grillo, 30 anni, di Limbadifiglia di Rosaria Mancuso e Domenico Di Grillo, attualmente sotto processo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro in quanto accusata di concorso in tentata estorsione ai danni della famiglia Vinci-Scarpulla e di detenzione illegale di armi, unitamente ai genitori Rosaria Mancuso e Domenico Di Grillo che, insieme a Vito Barbara (marito di Lucia Di Grillo) rispondono anche dell’omicidio di Matteo Vinci e del ferimento del padre Francesco, vittime di un attentato con un’autobomba il 9 aprile dello scorso anno. L’archiviazione disposta dal gip, Giacinta Santaniello, chiesta dall’avvocato Giovanni Vecchio, arriva quindi per Lucia Di Grillo per le accuse di concorso nell’omicidio di Matteo Vinci ed il ferimento del padre Francesco. All’archiviazione si era opposto l’avvocato Giuseppe De Pace, legale della famiglia Vinci-Scarpulla.

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