Traffico di anabolizzanti, perquisizioni e sequestri anche a Vibo

Operazione del Nas di Firenze nell’ambito dell’inchiesta “Mito”, risalente al novembre scorso: 38 indagati tra frequentatori di palestre e boy builders amatoriali in tutta Italia
Operazione del Nas di Firenze nell’ambito dell’inchiesta “Mito”, risalente al novembre scorso: 38 indagati tra frequentatori di palestre e boy builders amatoriali in tutta Italia
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Il blitz del Nas in ospedale
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Sgominata dai carabinieri del Nas di Firenze una rete legata al commercio e al consumo illecito di sostanze dopanti, indirizzata a una consolidata clientela di frequentatori di palestre e body builders amatoriali. Trentotto le persone indagate, tra cui i 36 clienti del giro denunciati per ricettazione. L’indagine, partita un anno fa, ha interessato diverse regioni d’Italia: 150 i militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e dell’Arma territoriale coinvolti, nelle province di Bergamo, Bologna, Brescia, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Latina, Messina, Padova, Palermo, Pisa, Roma, Savona, Siracusa, Terni, Torino, Trapani, Udine, Vibo Valentia e Vicenza. Eseguiti 36 decreti di perquisizione, che hanno portato al sequestro di 3.719 compresse e 604 fiale di farmaci/sostanze anabolizzanti (steroidi, ormoni, estrogeni, eritropoietina, nandrolone) per un valore di 35.000 euro, che si aggiungono alle quasi 500 unità già sequestrate nel corso delle indagini. L’operazione, denominata “Mito”, risalente al novembre di un anno fa e coordinata dalla procura di Firenze, era partita dal sequestro, presso un Ufficio Postale di Figline Valdarno (Fi), di un plico, proveniente dalla Polonia, contenente sostanze vietate per doping, anche ad azione stupefacente. La successiva perquisizione eseguita a carico del destinatario del pacco, un personal trainer che esercitava la professione in alcune palestre della provincia di Firenze, aveva consentito il sequestro di ulteriori numerose compresse e fiale di sostanze analoghe (in particolare sono state rinvenute 15 fiale di farmaco dopante, a base della sostanza stupefacente nandrolone, di provenienza estera (India) e prive di autorizzazione all’immissione in commercio nel territorio dello Stato Italiano). Da lì le indagini hanno individuato a Torino il gestore di fatto di una rete distributiva illegale di sostanze vietate per doping, in grado di smerciarle su gran parte del territorio nazionale, attraverso la vendita ad una consolidata rete clientelare composta da 36 persone tra frequentatori di palestre e body builders amatoriali. Tracciate dai militari un ​centinaio di spedizioni di plichi, con versamento di denaro su carte Postepay, intestate od in uso all’indagato, della somma di 50.000 euro.

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