Migranti, in 450 soccorsi al largo di Tripoli dalla motovedetta partita da Vibo Marina (FOTO)

La Cp265, insieme ad altri mezzi navali della Guardia Costiera, sta prendendo parte alle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia dal 27 dicembre scorso

La Cp265, insieme ad altri mezzi navali della Guardia Costiera, sta prendendo parte alle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia dal 27 dicembre scorso

Informazione pubblicitaria
La motovedetta in azione
Informazione pubblicitaria

Sono oltre 1600 i migranti soccorsi nelle ultime ore nel canale di Sicilia nell’arco di diverse operazioni alle quali hanno preso parte mezzi navali della Marina militare italiana e della Guardia Costiera.

Informazione pubblicitaria

Ai soccorsi ha preso parte anche la motovedetta Cp 265 in forza alla Capitaneria di porto di Vibo Marina, capitanata dal primo maresciallo Paolo Fedele, e salpata lo scorso 26 dicembre per prendere parte alle operazioni di controllo dei flussi migratori con base a Lampedusa.

La Guardia costiera di Vibo Valentia in missione per due mesi a Lampedusa

L’unità navale vibonese, in particolare, ha preso parte ad un intervento a 40 miglia dalla costa libica al largo di Tripoli, riuscendo a mettere in salvo, insieme ad altre unità, 450 persone che viaggiavano a bordo di gommoni e barconi in difficoltà.

I migranti, così tratti in salvo, sono stati poi trasferiti nell’area di soccorso di Lampedusa.

La Cp265 riassegnata alla Settima Squadriglia Guardia Costiera partecipa attivamente dal 27 dicembre scorso alle operazioni per il controllo dei flussi migratori nel Canale di Sicilia, con intensi e quotidiani pattugliamenti che, come nell’ultimo caso, la spinge in prossimità delle coste libiche.

Monsignor Marcianò bacia la motovedetta: «Con questa voi salvate vite umane»

Pattugliatore d’altura di moderna concezione, lungo 25 metri, la Cp265 è capace di un’autonomia di quasi mille miglia ed è dotato dei più moderni sistemi radar di scoperta navale per l’impiego ad ampio raggio nei teatri operativi nazionali ed esteri.