Grazia al killer di Nicholas Green, il padre: «Decidano gli italiani»

Reginald Green commenta la richiesta di Michele Iannello a Mattarella. «Non abbiamo mai voluto vendetta, solo la giustizia - ha detto -. Sono gli italiani a dover valutare se abbia pagato il giusto prezzo per aver preso la vita di un bambino di 7 anni»

Reginald Green commenta la richiesta di Michele Iannello a Mattarella. «Non abbiamo mai voluto vendetta, solo la giustizia - ha detto -. Sono gli italiani a dover valutare se abbia pagato il giusto prezzo per aver preso la vita di un bambino di 7 anni»

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Reginald Green, padre di Nicholas

La notizia della richiesta di grazia avanzata dal pentito Michele Iannello, condannato in via definitiva per l’omicidio di Nicholas Green, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, è stata commentata da Reginald Green, padre di Nicholas, il piccolo statunitense morto il 1° ottobre di 22 anni fa a Messina, dopo essere stato colpito, tre giorni prima, a causa di un fatale scambio di persona, da proiettili esplosi a scopo di rapina all’indirizzo dell’auto sulla quale viaggiava nel tratto vibonese dell’A3.

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Reginald Green, sentito dall’Ansa, ha chiarito: «Non abbiamo mai voluto vendetta, solo la giustizia. Sono gli italiani a dover valutare se abbia realmente scontato la pena. Le vittime – ha commenta ancora – fanno molto male i giudici, quindi il mio parere circa la sua richiesta di un perdono è troppo soggettiva per essere di valore. Sono gli italiani che devono chiedersi – ha rimarcato il padre di Nicholas – se un uomo che è stato condannato all’ergastolo e ha ammesso una serie di omicidi, ma ha vissuto fuori dal carcere per anni con la sua famiglia, abbia pagato il giusto prezzo per aver preso la vita di un bambino di 7 anni».

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Iannello, infatti, nonostante la sua condanna all’ergastolo sia stata confermata anche in Cassazione, gode da alcuni anni del beneficio dei “domiciliari” e vive con la sua famiglia nel Nord Italia. Per Reginald Green, gli italiani, «nella loro valutazione, dovrebbero anche soppesare il fatto che questi due uomini (Iannello e Francesco Mesiano, accusati dell’omicidio, ndr) sono stati rappresentati per tutta la durata del processo da alcuni dei migliori avvocati in Italia e presumibilmente hanno potuto avere tutte le informazioni su come attenuare la loro punizione».

Iannello, reo confesso di diversi omicidi, nella sua richiesta di grazia a Mattarella, ha nuovamente accusato del delitto Green il fratello, facendo sapere, tra le altre cose, di essere disposto a donare i suoi organi una volta deceduto per «salvare la vita a qualche persona. Almeno sarò utile a qualcuno» ha scritto.

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La vicenda Green è tornata alla ribalta negli ultimi giorni dopo il decesso di Andrea Mongiardo, giovane che aveva ricevuto il cuore del piccolo statunitense, i cui genitori optarono per la donazione degli organi poi trapiantati a 7 persone, tra le quali, appunto, Mongiardo.