Truffa a Regione, Ministero e Provincia di Vibo, prescrizione per 9 imputati

In tre a giudizio per turbata libertà degli incanti, in due per abuso d’ufficio. A processo pure l’ex presidente dell’amministrazione provinciale Francesco De Nisi
In tre a giudizio per turbata libertà degli incanti, in due per abuso d’ufficio. A processo pure l’ex presidente dell’amministrazione provinciale Francesco De Nisi
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Finisce in prescrizione per 9 imputati il procedimento penale nato dall’inchiesta denominata “Bis in Idem” scattata il 20 maggio 2014 con 9 arresti (poi non confermati dal Tribunale del Riesame), e sequestri per 30 milioni di euro, per far luce su una presunta truffa ai danni della Regione. La nullità della richiesta di rinvio a giudizio decisa il 13 giugno 2017 dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli – a seguito della mancata notifica ad alcuni indagati dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari (pm Michele Sirgiovanni che aveva avanzato la richiesta di rinvio a  giudizio il 14 febbraio 2017) – ha di fatto reso concreto il rischio prescrizione dei reati di truffa, falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture.

Restituiti infatti il 13 giugno 2017 gli atti alla Procura di Vibo Valentia affinchè si ripartisse dall’avviso di conclusione indagini, nonostante la nuova richiesta di rinvio a giudizio si è comunque arrivati alla prescrizione del reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di finanziamenti pubblici per nove imputati. Ne beneficiano (non avendo nessuno di loro rinunciato alla prescrizione): Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop; Santo Romano, 70 anni, di Catania (avvocato Domenico Colaci), membro del consiglio d’amministrazione; Gerardino Garrì, 44 anni, di Vibo, dipendente dell’Eurocoop (avvocato Francesco Lione); Anna Maria Lucia Battaglia, 60 anni, di Soverato (avvocati Crescenzio Santuori, Francesco Iacopino e Biagio Divece); Michelina Ricca, 71 anni, di Cosenza (avvocato Vincenzo Ioppoli); Mario Nicolino, 50 anni, di Pizzo Calabro, funzionario della Provincia di Vibo (avvocato Costantino Casuscelli); Bruno Calvetta, 60 anni, di Vibo Valentia (avvocati Costantino Casuscelli e Vincenzo Ioppoli), già dirigente generale del Dipartimento 10 della Regione; Salvatore Zappulla, 57 anni, di Reggio Calabria (avvocato Gaetano Vizzari) e Antonio Michele Franco, 57 anni, di Reggio Calabria (avvocato Francesco Rombolà), membri della Commissione valutazione per il bando e funzionario dell’Unità di crisi del Dipartimento numero 10 della Regione Calabria; Elisa Maria Mannucci, 63 anni, di Squillace, responsabile del procedimento amministrativo dell’avviso pubblico finito al centro dell’inchiesta e membro della commissione di valutazione del medesimo bando (avvocato Italo Reale). [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria

La prescrizione per i reati di falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture è stata disposta dal gup per: Antonio Vinci, 67 anni, di San Gregorio d’Ippona, ex dirigente della Provincia di Vibo. Prescrizione per il reato di frode nelle pubbliche forniture per: Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop.

A giudizio per il reato di abuso d’ufficio vanno: Silvio Claudio Pellegrino, 66 anni, di Catania (avvocati Francesco Lione e Cristina Agostinelli) e Concettina Di Gesu, 68 anni, di Vibo, presidente della Commissione di valutazione per il bando pubblico finito al centro dell’inchiesta (avvocato Maria Antonietta La Monica).

Francesco De Nisi

Per il reato di turbata libertà degli incanti rinviati invece a giudizio: Francesco De Nisi, 52 anni, di Filadelfia, ex presidente della Provincia di Vibo Valentia (avvocato Giovanni La Caria); Antonio Vinci, 67 anni, di San Gregorio d’Ippona, ex dirigente della Provincia di Vibo Valentia (avvocato Giuseppe Altieri); Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop.

A disporre il rinvio a giudizio ed a decidere per la prescrizione per gli altri reati è stato il gup del Tribunale di Vibo Valentia Marina Russo.

Bruno Calvetta era accusato di truffa aggravata per una presunta falsa attestazione in ordine ai requisiti della Eurocoop di poter accedere ai finanziamenti regionali, mentre Zappulla e Franco avrebbero sottoscritto, secondo l’accusa, i verbali per l’erogazione della Cassa integrazione ai lavoratori dell’Eurocoop sul presunto falso presupposto di una crisi aziendale. Mario Nicolino, rappresentante della Provincia di Vibo in seno ad un apposito “Nucleo di valutazione”, secondo l’accusa avrebbe ammesso ad un finanziamento il progetto della ditta Eurocoop, addetta alla raccolta dei rifiuti a Vibo, “in assenza delle condizioni di ammissibilità”.

L’ex pm Michele Sirgiovanni

L’ipotesi della Procura. Secondo la ricostruzione accusatoria, alcune aziende beneficiarie della cassa integrazione guadagni in deroga avrebbero impiegato i medesimi lavoratori durante i periodi di fruizione dei benefici della Cig. Tali aziende avrebbero prestato i loro servizi per società come la Eurocoop, impegnata all’epoca nello smaltimento dei rifiuti a Vibo ed altri comuni del Vibonese. In pratica, gli indagati sarebbero riusciti a far avere doppi contributi per gli stessi lavoratori in cassa integrazione che così alle aziende non sarebbero costati nulla, atteso l’ottenimento di incentivi pubblici per il mantenimento dei livelli occupazionali. Tali benefici ed incentivi economici da parte del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria sarebbero stati erogati, secondo l’accusa, del tutto illegittimamente.

Parti offese nel procedimento la Provincia di Vibo Valentia, la Regione Calabria ed il Ministero del Lavoro. Il processo si aprirà il 7 aprile prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.

LEGGI ANCHE: Truffa: nulla a Vibo la richiesta di rinvio a giudizio dell’inchiesta “Bis in Idem”

Truffe: inchiesta “Bis in Idem” a Vibo, il gup proscioglie cinque indagati

Truffe: inchiesta “Bis in idem”, la Provincia di Vibo parte civile