Scomparsa fratelli Mirabello, i legali dei Marras chiedono la scarcerazione

Per gli avvocati dei Marras si tratta di un fermo «basato su una ricostruzione meramente congetturale e su un pericolo di fuga tutto da dimostrare»
Per gli avvocati dei Marras si tratta di un fermo «basato su una ricostruzione meramente congetturale e su un pericolo di fuga tutto da dimostrare»
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«Lunedì chiederemo la scarcerazione dei due indagati». Per gli avvocati di Joselito e Michael Marras, i loro assistiti sono stati arrestati con decreto di fermo «su un ipotetico pericolo di fuga, rimasto peraltro indimostrato». La pensano così le difese dei due Marras, padre e figlio, agricoltori che devono rispondere dell’uccisione e della sparizione di Massimiliano e Davide Mirabello, i due fratelli originari di San Gregorio d’Ippona e residenti a Dolianova, in provincia di Cagliari. Di loro si erano perse le tracce alcune settimane fa. Le indagini dei carabinieri hanno portato ad iscrivere sul registro degli indagati della Procura i due Marras, che ieri mattina sono stati arrestati in esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto.

Provvedimento al quale hanno reagito i legali della difesa, Maria Grazia Monni e Patrizio Rovelli, annunciando che ne chiederanno l’annullamento già lunedì, giudicando il fermo un atto inadeguato in quanto, a loro dire, la posizione degli assistiti «deve essere valutata dal gip a seguito dell’interrogatorio di garanzia. Gli indizi relativi alla responsabilità dei due indagati – affermano i penalisti – sono comunque inconsistenti e propongono, come certa, una responsabilità fondata su una ricostruzione dei fatti meramente congetturale. L’accertamento del Ris dei Carabinieri – precisano – si basa su un unico reperto. Gli esiti, seppure venissero confermati, potrebbero comunque avere numerose spiegazioni alternative. In ogni caso si parla di semplice “compatibilità” con il sangue di uno degli scomparsi».