Scomparsa dei fratelli Mirabello, i dissidi con i vicini sotto la lente degli investigatori – Video

Due anni di ostilità tra i due vibonesi e gli indagati: dall’uccisione del cane, agli incendi fino alla spedizione punitiva che mandò Michael Marras in ospedale per 40 giorni
Due anni di ostilità tra i due vibonesi e gli indagati: dall’uccisione del cane, agli incendi fino alla spedizione punitiva che mandò Michael Marras in ospedale per 40 giorni
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Le operazioni di ricerca dei fratelli Mirabello
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Ci sarebbero almeno due anni di ostilità e di rapporti di vicinato a dir poco problematici tra i fratelli vibonesi Davide e Massimiliano Mirabello, braccianti agricoli trapiantati a Dolianova (provincia di Cagliari) da San Gregorio d’Ippona, e le due persone attualmente iscritte nel registro degli indagati in ordine alla loro scomparsa, avvenuta domenica 9 febbraio.

Scomparsa dei fratelli Mirabello, la Procura indaga per duplice omicidio

Con Joselito e Michael Marras, padre e figlio di 52 e 27 anni, allevatori e vicini di terreno dei due Mirabello, i contrasti si erano di molto aggravati nel tempo. Il primo episodio di ostilità fu l’uccisione del cane di Davide, reo di aver aggredito e ucciso dei capi di bestiame e gettato poi privo di vita nel cortile della sua abitazione. Quindi, due anni fa, si verificò l’incendio di un’Ape Piaggio e di un fienile di proprietà di Massimiliano Mirabello. Episodio denunciato dai due nella convinzione, mai verificata, che i responsabili del gesto fossero proprio i Marras.  

I fratelli Mirabello e quel “malu destinu” scritto col sangue – Video

All’incendio seguì una vera e propria spedizione punitiva compiuta da Davide e Massimiliano che, con l’ausilio di una terza persona, spedirono in ospedale per ben 40 giorni Michael Marras colpendolo con una mazza da baseball e gettandolo agonizzante sui fichi d’india.

Scomparsa dei fratelli Mirabello: due indagati, sequestrata un’auto

Elementi oggi sotto la lente degli inquirenti che, mentre gli indagati si professano innocenti, stanno vagliando i passati contrasti e attendendo i riscontri degli accertamenti sul Dna degli indagati e sulla loro Fiat Panda sequestrata nei giorni scorsi, nel tentativo di dipanare la matassa di questo giallo nel quale mancano ancora all’appello i protagonisti, ovvero i due fratelli vibonesi.

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