Omicidio Palmieri, Mileto e Paravati ancora sotto shock – Video

Indagini serrate per risalire al responsabile: sentite in mattinata diverse persone. Il fatto di sangue riapre le ferite del passato e la memoria corre all’uccisione di Francesco Prestia Lamberti
Indagini serrate per risalire al responsabile: sentite in mattinata diverse persone. Il fatto di sangue riapre le ferite del passato e la memoria corre all’uccisione di Francesco Prestia Lamberti
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Il luogo in cui è stato ucciso Francesco Palmieri
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Francesco Palmieri

Mileto rivive i fantasmi del passato. L’omicidio di Francesco Palmieri, compiuto ieri in tarda serata a Paravati, riapre ferite mai completamente rimarginate e riporta alla memoria i tragici eventi del maggio 2017, l’efferata uccisione – ad opera di un coetaneo reo confesso e poi condannato a 14 anni di carcere – di un altro giovane figlio di questa terra: Francesco Prestia Lamberti.

Palmieri ucciso con un colpo di fucile alla testa, a sparargli il cugino 33enne (Nome)

Ventisette anni il primo, solo sedici il secondo, entrambi sono stati strappati prematuramente alla vita in modo crudele, con colpi sparati a bruciapelo, finalizzati ad uccidere e a non lasciare scampo alcuno. Così come quella primavera di 3 anni fa, stesso sconcerto, stessa costernazione tra l’attonita gente miletese, per due eventi delittuosi che presentano i particolari tipici della vera e propria esecuzione. L’omicidio di Palmieri è avvenuto ad alcune centinaia di metri – in linea d’aria – dall’abitazione in cui viveva con i genitori e con il proprio fratello. Nel borgo storico di Paravati, a poche decine di metri dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e dalla casa natale di Natuzza Evolo. [Continua]

Omicidio a Paravati, ucciso un ventisettenne

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In pieno centro urbano e, tuttavia, in una zona poco illuminata e scarsamente abitata. Ideale per una resa dei conti o per un’imboscata, soprattutto in un periodo di “coprifuoco” e di restrizioni governative, relative al coronavirus, come quello attuale. I carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Vibo Valentia – accorsi sul luogo – lo hanno trovato in una pozza di sangue, disteso per strada. Inutile la corsa dell’autoambulanza del 118 che lo ha trasportato verso l’Ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Al pronto soccorso del nosocomio, infatti, il giovane 27enne è giunto ormai cadavere. I medici del reparto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Per tutta la notte i militari dell’arma hanno scandagliato la zona in cui è stato ritrovato il corpo, per cercare di ricostruire la dinamica e di trovare elementi utili ad individuare il colpevole dell’efferato omicidio. Gli investigatori starebbero in queste ore scavando nella sfera privata della vittima, cercando di ripercorrere gli ultimi giorni della sua esistenza, i tabulati telefonici, i rapporti intrapresi ed eventuali dissidi avuti con alcuni. Al vaglio, tra l’altro, vi sarebbero anche i movimenti di alcune persone, oggetto oggi di interrogatorio.

Dopo il brutto risveglio di questa mattina, intanto, sul “campo” a Paravati rimangono una giovane vita spezzata, una famiglia di agricoltori dedita al lavoro distrutta e una comunità che attraverso il parroco don Domenico Muscari si stringe ad essa. Con la preghiera alla Madonna e a San Francesco di Paola – di cui proprio oggi ricorre la festa – affinché il Signore con il suo amore le dia conforto, “vinca l’odio e la violenza e guarisca i nostri cuori e la nostra vita”.