domenica,Luglio 25 2021

Rinascita-Scott: lascia il carcere l’imprenditore Tomeo di Nicotera

E’ accusato di estorsione in concorso con i boss Luigi Mancuso ed Orazio De Stefano e di associazione mafiosa

Rinascita-Scott: lascia il carcere l’imprenditore Tomeo di Nicotera
Antonio “Lello” Tomeo

Lascia il carcere per gli arresti domiciliariAntonio Tomeo, 55 anni, detto “Lello”, di Nicotera Marina, amministratore della società “Tomeo Mare srl” ed amministratore della società “Tomeo Mare News srl”, indagato nell’operazione antimafia “Rinascita-Scott”. La decisione è del gip di Catanzaro, Alfredo Ferraro, in accoglimento di un’istanza presentata dagli avvocati Guido Contestabile, Francesco Sabatino e Giuseppe Spinelli. Per il giudice permangono le esigenze cautelari nei confronti di Antonio Tomeo che, tuttavia, nel caso in esame possono ritenersi adeguatamente contenute con la misura più gradata degli arresti domiciliari.Antonio Tomeo ha pertanto lasciato il carcere di Catanzaro per far rientro nella sua abitazione di Nicotera.[Continua dopo la pubblicità]

Pasquale Gallone

Antonio Tomeo si trova agli arresti in quanto indagato di tentata estorsione in concorso con il boss di Limbadi, Luigi Mancuso, il boss di Reggio Calabria Orazio De Stefano, di 61 anni, Pasquale Gallone, 60 anni, (alias “Pizzichiju”) di Nicotera Marina e Lorenzo Polimeno, 43 anni, di Reggio Calabria. Secondo l’accusa, Tomeo si era rivolto a Luigi Mancuso ed a Pasquale Gallone per ottenere aiuto nella riscossione di un presunto credito, asseritamente vantato nei confronti di clienti residenti nel Reggino. Gallone avrebbe così – nel corso di ripetuti incontri con Polimeno – discusso con quest’ultimo sulle modalità più efficaci per ottenere le somme richieste da Tomeo.

Orazio De Stefano

A fare minacce al debitore ed a costringerlo a versare somme di denaro, su suggerimento anche di Orazio De Stefano, sarebbe quindi stato Lorenzo Polimeno ponendo in essere atti idonei a procurare ad Antonio Tomeo le somme di denaro. L’estorsione è aggravata dalle modalità mafiosa ed è datata 27 giugno 2016. Sempre Antonio Tomeo nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott” è altresì indagato a piede libero per il reato di associazione mafiosa ed in particolare di far parte del “locale” di ‘ndrangheta di Limbadi guidato dal boss Luigi Mancuso e di aver svolto il ruolo di “latore di imbasciate” collaborando nella soluzione di questioni relative a vicende economiche e commerciali che interessavano imprenditori vicini alla consorteria.

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