Assenteismo al Poliambulatorio di Tropea: l’Asp parte civile

L’Azienda sanitaria decide di tutelare la propria immagine. Difetti di notifica fanno saltare l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Vibo

L’Azienda sanitaria decide di tutelare la propria immagine. Difetti di notifica fanno saltare l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Vibo

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Sarà parte civile l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia nel procedimento penale aperto nei confronti di 17 fra medici e personale amministrativo in servizio nei locali del distretto sanitario di Tropea dove è ubicato anche il locale Poliambulatorio. E’ quanto deciso con apposita delibera dall’ufficio legale dell’Asp che ha conferito incarico per la rappresentanza e la difesa dell’Azienda sanitaria all’avvocato Rossella Ruggiero del foro di Vibo Valentia. La decisione di affidarsi ad un legale esterno all’ente è stata motivata con il fatto che all’ufficio legale aziendale è assegnato un solo avvocato, fra l’altro allo stato assente per motivi di salute. L’Asp, preso atto della notifica della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di alcuni suoi dipendenti – con relativa fissazione dell’udienza preliminare davanti al gup – ha quindi deciso di intraprendere tutte le azioni legali di rivalsa nei confronti degli stessi e, quale datore di lavoro, ha deciso di tutelare i propri interessi e la propria immagine per i danni patrimoniali subiti dalla condotta dei dipendenti coinvolti nel procedimento penale.

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Udienza rinviata per difetti di notifica. Truffa ai danni dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia è l’accusa per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 17 fra medici e personale amministrativo in servizio nei locali del distretto sanitario di Tropea. La mancata notifica ad alcuni imputati del decreto di fissazione dell’udienza preliminare ha fatto però slittare l’udienza al prossimo 5 ottobre.

Le accuse. Gli indagati sono accusati di essersi allontanati reiteratamente dal posto di lavoro per finalità estranee all’ufficio o al servizio per un lasso di tempo variabile da indagato a indagato. Tale condotta, ad avviso della Procura, sarebbe stata celata dagli indagati “astenendosi scientemente dal timbrare il cartellino marcatempo in uscita e, conseguentemente, anche al rientro, inducendo in tal modo in errore l’Asp di Vibo Valentia circa l’effettivo svolgimento delle mansioni” cui i medici ed il personale amministrativo era adibito. Tale presunta condotta, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe consentito agli indagati di procurarsi un ingiusto profitto corrispondente alla retribuzione non dovuta che l’Asp ha erogato per importi variabili da indagato a indagato. Gli episodi di assenteismo contestati coprono un arco temporale che va dal dicembre 2013 al gennaio 2014.

La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Vibo interessa i seguenti indagati: Giuseppe De Bella, 65 anni, direttore del distretto sanitario di Tropea; Mercurio De Carlo, 60 anni, medico, residente a Santa Domenica di Ricadi; Diana D’Agostino, 61 anni, dirigente medico, di Tropea; Agostino Mazzitelli, 63 anni, di Drapia, dirigente medico; Beniamino Labate, 63 anni, di Tropea, dirigente medico; Rita Ferraro, 60 anni, di Polistena; Francesco Il Grande, 66 anni, di Tropea; Antonio Vasinton, 58 anni, di Santa Domenica di Ricadi; Antonia Lorenzo, 56 anni, di Santa Domenica di Ricadi; Filippo Angiò, 63 anni, di Tropea; Lorenzo Furchì, 64 anni, di Tropea; Anna Maria Schiariti, 57 anni, di Tropea; Antonio Pugliese, 65 anni, di Tropea; Carmela Gaglioti, 58 anni, di Pizzo Calabro; Giuseppe Galastro, 62 anni, di Tropea; Antonino Mazzitelli, 61 anni, di Zambrone; Carmela Napur, 64 anni, di Tropea.

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giovanni Vecchio, Sandro D’Agostino, Francesco Stilo, Mario Rizzo, Massimo Pugliese, Sabatino Falduto, Francesco Arena, Michele Colace, Roberto Scalfari, Ettore Tigani, Stefano Luciano, Antonio Porcelli.