Acqua sporca a Santa Domenica di Ricadi: chiesti interventi risolutivi

Legambiente ed il Comitato spontaneo di cittadini invocano controlli per garantire la qualità delle acque e accertare l’idoneità della rete idrica

Legambiente ed il Comitato spontaneo di cittadini invocano controlli per garantire la qualità delle acque e accertare l’idoneità della rete idrica

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“Continuano le criticità in ordine all’erogazione e alla qualità dell’acqua pubblica nella frazione Santa Domenica di Ricadi”. E’ quanto denunciano il Comitato spontaneo di cittadini e il Circolo Legambiente Ricadi che sottolineano come “nonostante le continue rassicurazioni, l’acqua, sempre più spesso, arriva nelle abitazioni visibilmente sporca e maleodorante. Un problema questo che si trascina da alcuni anni nonostante le ingenti risorse spese da So.Ri.Cal. per pseudo bonifiche. Quest’anno – sottolineano Legambiente e il Conitato di cittadini – al problema della scarsa qualità dell’acqua si aggiunge la drastica riduzione dell’erogazione che riguarda anche il resto del territorio comunale. Comprendiamo il periodo di siccità che attanaglia la nostra regione ma non ci capacitiamo sul drastico calo che riguarda in particolare il nostro comune.

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Un dato questo incomprensibile anche in considerazione del fatto che negli anni scorsi sono stati realizzati sul territorio comunale vari pozzi che, per quanto è dato sapere, risultano almeno in parte inattivi. Il territorio comunale, infatti, per la quasi totalità oggi dipende da So.Ri.Cal e i cittadini ne subiscono le conseguenze”.

Acqua sporca nonostante le rassicurazioni. “Dopo le gravi criticità emerse nel recente passato, che hanno determinato per lungo tempo il divieto di utilizzo dell’acqua per scopi alimentari, da qualche mese viene costantemente comunicato ai cittadini che i problemi sono rientrati e che l’acqua è assolutamente potabile. Comunicazioni che non rasserenano affatto gli utenti, costretti quasi giornalmente a fare i conti con acqua evidentemente sporca, i quali continuano a comprare acqua minerale anche per cucinare. Da ciò scaturisce in molti un evidente stato di sfiducia, ma non di rassegnazione. Sfiducia alimentata anche da alcuni silenzi che allarmano e non poco i cittadini più attenti che periodicamente cercano invano sul sito dell’Asp di verificare le condizioni dell’acqua erogata. Dalla consultazione del sito si evince, infatti, che le ultime analisi rese pubbliche risalgono al 15 febbraio scorso per il serbatoio Masa e al 20 febbraio per il serbatoio di Santa Domenica. Leggendo quanto pubblicato sullo stesso sito si evince, inoltre, che gli ultimi prelievi nel comune di Ricadi sono avvenuti il 21 marzo ma non è dato conoscere i risultati. In considerazione che in questo lungo periodo l’acqua è giunta nelle case, molto spesso, sporca e maleodorante si comprende la sfiducia dei cittadini che ufficialmente si devono attenere alle analisi pubblicate il 20 febbraio  relative ai prelievi effettuati il 25 gennaio”.

Analisi direttamente al serbatoio. “Ma i dubbi non si limitano solo alle date di prelievo. A differenza del passato – spiegano Legambiente ed i cittadini – da alcuni mesi, i campionamenti per le analisi non si effettuano più alla fontana pubblica sita nella piazza centrale del paese, stranamente rimasta chiusa nonostante la revoca del divieto di utilizzo dell’acqua per scopi alimentari, ma direttamente al serbatoio ovvero prima che l’acqua venga introdotta nelle condotte comunali.  Più volte il comitato civico ha contestato questa pratica ritenendola ingiustificata, come ingiustificabile ritiene la continua e strana chiusura delle fontane anche in questo periodo che si traduce in un grave disservizio ai turisti e ai passanti”.

Pulizia delle condotte. Nemmeno la pulizia delle condotte, effettuata nei giorni scorsi, è servita a risolvere il problema, come dimostrato dalle condizioni dell’acqua che continua a presentare serie criticità. Alla luce di ciò appare sempre più attuale la proposta avanzata, con spirito costruttivo, da questo comitato che, da mesi, sostiene l’inderogabilità di effettuare uno screening dettagliato delle condotte di competenza comunale per escludere eventuali criticità e di avviare ogni azione necessaria a rendersi quanto più possibile indipendenti da So.Ri.Cal ad iniziare dall’attivazione di tutti pozzi esistenti o dalla ricerca di nuove fonti di captazione. Il comitato, tra l’altro, al fine di sgombrare il campo da ogni legittimo dubbio che continua ad annidarsi tra i cittadini, ribadisce la necessità di effettuare analisi più dettagliate e con maggiore frequenza dell’acqua erogata utilizzando per i prelievi, come avveniva in passato, le fontane pubbliche”.