domenica,Settembre 26 2021

Rinascita-Scott: lasciano il carcere Gianluca Callipo e altro indagato

La Cassazione annulla senza rinvio per l’ex sindaco di Pizzo Calabro in relazione all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e abuso d’ufficio

Rinascita-Scott: lasciano il carcere Gianluca Callipo e altro indagato

Lasciano il carcere Gianluca Callipo, ex sindaco di Pizzo Calabro, e Giovanni Sicari, 26 anni, di Paradisoni Briatico (difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato), entrambi detenuti con imputazioni diverse e vicende diverse nell’ambito dell’inchiesta “Rinascita-Scott”. Per quanto riguarda Gianluca Callipo, la Procura generale della Cassazione aveva chiesto l’annullamento con rinvio per entrambe le accuse (abuso d’ufficio aggravato dalle finalità mafiose e concorso esterno in associazione mafiosa) (avvocati Armando Veneto, Enzo Trungadi e Francesco Gambardella). La Cassazione ha però annullato senza rinvio e Callipo ha così lasciato il carcere di Cosenza ed è stato così rimesso in libertà. L’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa gli viene mossa in relazione agli ipotizzati rapporti e favori con il clan di Pizzo che sarebbe guidato da Salvatore Mazzotta e, quindi, anche con il clan Gasparro-Razionale di San Gregorio d’Ippona interessato alla gestione del “Mocambo” di Pizzo Calabro. Con l’avviso di conclusione indagini a Gianluca Callipo viene mossa anche l’accusa di corruzione elettorale. Accusa per la quale risponde a piede libero.

Giovanni Sicari è accusato del reato di associazione mafiosa (clan Accorinti di Zungri), accusa già annullata dal Riesame, detenzione illegale di armi aggravata dall’agevolazione del clan mafioso degli Accorinti e concorso in estorsione (derubricato dal Riesame in esercizio arbitrario delle proprie ragioni). Sicari restava quindi in carcere per le armi e l’esercizio arbitraio delle proprie ragioni aggravato dal metodo mafioso. L’annullamento senza rinvio da parte della Cassazione ha consentito ora a Sicari – difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato – di lasciare il carcere.

Annullamento con rinvio, invece, per Antonio Scrugli, 54 anni, di Vibo Valentia (avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino). L’imprenditore Antonio Scrugli è accusato di far parte del clan Mancuso e, quale reale ed effettivo titolare e gestore della ditta denominata “Naturella Frutta” con sede legale in Vibo Valentia in via Moderata Durant, avrebbe devoluto alla cosca somme di denaro nonché prodotti ortofrutticoli.
Con altro capo di imputazione gli viene poi contestato il reato di usura in concorso con Gianfranco Ferrante di Vibo Valentia.

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