lunedì,Novembre 29 2021

Il boss Rocco Anello e gli atti alterati al Comune di Parghelia

Indagato l'ex vicesindaco, l’ex consigliere provinciale Fraone (arrestato) e i geometri Scordo e Caruso

Il boss Rocco Anello e gli atti alterati al Comune di Parghelia
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Il boss Rocco Anello

Intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa, ovvero l’agevolazione del clan Anello di Filadelfia. Questo il reato contestato con l’operazione “Imponimento” all’ex consigliere provinciale di Vibo Valentia Domenico Fraone, 49 anni, di Parghelia (commercialista, arrestato anche per altri reati), al geometra Pasquale Scordo, 77 anni, ex consigliere comunale di Tropea, ed all’ex vicesindaco del Comune di Parghelia Francesco Crigna (cl. ’70). In concorso con il boss Rocco Anello (59 anni), Giovanni Anello (31 anni, attuale assessore ai Lavori pubblici nel Comune di Polia ed arrestato poichè ritenuto il faccendiere della cosca Anello), Patricia Ciliberto (44 anni, di Maida) e Giovanni Giardino (48 anni, di Maida, arrestato anche per altri reati), sono tutti accusati di aver attribuito fittiziamente a Patricia Ciliberto la titolarità di un immobile sito a Parghelia all’interno di un villaggio turistico di contrada Bordilla, ritenuto di fatto nella titolarità del boss Rocco Anello. Il reato si sarebbe consumato il 13 settembre 2017 con Rocco Anello, Giovanni Anello e Domenico Fraone che si sarebbero attivati per predisporre tutti gli atti e i documenti da consegnare al notaio. Domenico Fraone avrebbe quindi venduto in modo fittizio a Patricia Ciliberto la titolarità dell’immobile “nella piena consapevolezza – secondo l’accusa – che il reale acquirente fosse Rocco Anello”.

Giovanni Giardino, coniuge di Patricia Ciliberto, avrebbe poi intermediato con Rocco Anello e Giovanni Anello per formalizzare la fittizia intestazione del bene immobile in capo alla consorte, mentre Giovanni Anello e Domenico Fraone si sarebbero adoperati, “come da incarico ricevuto da Rocco Anello”, a risolvere le problematiche di condono edilizio al fine di poter pervenire alla stipula degli atti ditransazione. Pasquale Scordo, invece, geometra incaricato da Rocco Anello, secondo l’accusa si sarebbe adoperato pure lui per la risoluzione delle problematiche relative alla domanda di condono edilizio  presentata al Comune di Parghelia, risolvendo le problematiche di natura catastale. Francesco Crigna,ex vicesindaco di Parghelia” con Rocco Anello e Giovanni Anello si sarebbe adoperato – secondo l’accusa  – a predisporre atti falsi necessari per il rogito.  Il reato è aggravato dalle finalità mafiose. [Continua]

Gli atti alterati al Comune di Parghelia. Per la stessa vicenda, quindi, il reato di falso aggravato dall’agevolazione mafiosa viene contestato a Francesco Crigna, Rocco Anello, Giovanni Anello, Pasquale Scordo ed al geometra Giovanni Caruso, 41 anni, di Filadelfia presso il cui studio tecnico si sarebbe proceduto alla materiale alterazione dell’atto mediante utilizzo di tecnologia scanner, attribuendo alla richiesta di Certificato di destinazione urbanistica un protocollo anteriore, così contraffacendo e alterando un atto pubblico del Comune di Parghelia.

Francesco Crigna imputato in Costa Pulita. Francesco Crigna è stato eletto nel Consiglio comunale di Parghelia nelle amministrative del novembre 2009 con 150 voti (è stato all’epoca il più votato) con la lista “Parghelia unita, per il futuro” che ha registrato la vittoria a sindaco, con la stessa lista, dell’avvocato Maria Brosio. Francesco Crigna, dopo la vittoria, ha quindi ricoperto la carica di assessore e vicesindaco sino al 9 gennaio 2013 quando la giunta comunale guidata dall’avvocato Maria Brosio ha deciso di rassegnare le dimissioni dopo un’inchiesta giornalistica di chi vi scrive sui rapporti mafia-politica emergenti dall’operazione antimafia denominata “Peter Pan” scattata nel dicembre 2012 e condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia.Nell’inchiesta “Costa pulita”, Francesco Crigna è attualmente imputato dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa (clan Il Grande di Parghelia) e corruzione elettorale nella sua qualità di vicesindaco e, quindi, di “soggetto di vertice” della precedente amministrazione comunale.

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