Droga: assolto in appello il presunto boss di Zungri

In primo grado a Vibo Valentia era stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione

In primo grado a Vibo Valentia era stato condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

La Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Petrini, a latere Galati e Commodaro) ha mandato assolto Giuseppe Accorinti, 58 anni, presunto boss di Zungri. Difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Giuseppe Bagnato, Peppone Accorinti esce assolto all’esito di una lunga e articolata vicenda processuale nella quale il Tribunale di Vibo Valentia il 15 luglio 2013 lo aveva riconosciuto colpevole del reato di coltivazione di un’estesa piantagione di marijuana e ancora in ordine a diverse violazioni della sorveglianza speciale di p.s. condannandolo alla pena di anni 6 e mesi 6 di reclusione e 30.000,00 di multa.

Informazione pubblicitaria

In seguito la Corte d’Appello di Catanzaro aveva comunque confermato la responsabilità di Accorinti il quale per il tramite dei propri difensori ha proposto ricorso per Cassazione ottenendo l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata. Ora sul giudizio di rinvio, la Corte d’Appello di Catanzaro prendendo atto della sentenza della Cassazione e delle argomentazioni degli avvocati Sabatino e Bagnato, ha mandato assolto l’imputato.

Giuseppe Accorinti attualmente si trova ancora imputato a Roma nell’ambito del processo nato dall’operazione “Replay” su un narcotraffico internazionale di cocaina. Condannato a 21 anni di reclusione in primo e secondo grado, la Cassazione ha poi annullato spedendo gli atti a Roma per competenza territoriale.