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Alla cerimonia di esequie dell’insigne sacerdote e teologo, svoltasi nella basilica-cattedrale, presenti una ventina di vescovi, centinaia di sacerdoti e una folla innumerevole di fedeli

Le esequie di monsignor Schinella a Mileto
Cronaca

Una ventina di vescovi, centinaia di religiosi e presbiteri, un gran numero di autorità civili, politiche e militari, una folla di fedeli. Sono questi i numeri del funerale di monsignor Ignazio Schinella, presieduto ieri in modo solenne presso la basilica-cattedrale di Mileto dal vescovo Luigi Renzo. Del resto, con la dipartita terrena del 68enne sacerdote di Arena la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea perde uno dei suoi uomini più illustri, sia dal punto di vista umano che per quanto attiene agli aspetti culturale e religioso.

Un uomo di enorme statura, dotato in vita sia di saggezza umana che sacerdotale. «Don Ignazio - ha affermato monsignor Renzo nella sua accorata omelia - adesso sta cantando in cielo con la schiera degli eletti che seguono l’Agnello, così come contemplato il giorno di Ognissanti. Con lui va via un grande teologo, il quale con la sua vita ha cantato la gloria di Cristo Gesù, anche attraverso le innumerevoli pubblicazioni e i contributi di carattere teologico, morale e letterario dati. Qualche tempo fa - ha aggiunto il presule - mi ha telefonato commosso prospettandomi l’eventualità che venisse nominato vicepreside e decano della Pontificia facoltà teologica per l’Italia meridionale “San Tommaso d’Aquino” di Napoli. Quasi chiedendomi permesso. Un gesto di profonda umiltà e di sapienza del cuore, proprio di un sacerdote universale e disponibile a tutti. Siamo qui riuniti anche per dirgli grazie per il bene elargito ad ognuno di noi. In lui - ha concluso il vescovo miletese - in questi anni abbiamo visto il padre e il pastore buono che si è consumato per gli altri senza calcoli, che dà la vita per le proprie pecore, dimostrandosi forte anche nelle incomprensioni subite».

Al termine della celebrazione eucaristica è stato letto il messaggio di affetto inviato dal cardinale di Napoli Crescenzio Sepe in ricordo dell’amico tragicamente scomparso, e una commovente poesia scritta da don Schinella dedicata alla morte, ai più apparsa come una sorta di testamento spirituale dell’insigne sacerdote e studioso, deceduto dopo essersi schiantato nella “sua” Arena contro un ostacolo con la propria l’auto, molto probabilmente perché colto da malore.

Tra la folla di fedeli stipata nella maestosa basilica-cattedrale, anche molti studenti di teologia giunti da ogni dove per assistere alle esequie e dare l’ultimo saluto al loro maestro. Fra la schiera di vescovi che ha partecipato alle esequie di monsignor Schinella dall’ottocentesco coro ligneo dell’altare centrale, invece, presenti quelli emeriti di Atene e Cosenza Nikòlaos Foscòlos e Salvatore Nunnari, il nunzio apostolico di Polonia Salvatore Pennacchio, quelli di Nola Francesco Marino, di Avellino Arturo Aiello, di Catanzaro Vincenzo Bertolone, di Crotone Domenico Graziani, di Lamezia Terme Luigi Cantafora, di San Marco Argentano Leonardo Bonanno, di Oppido-Palmi Francesco Milito.

A questi, si aggiungono i prelati che, come l’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria Giuseppe Fiorini Morosini e di Chieti Bruno Forte, impossibilitati a partecipare ai funerali di ieri si erano recati il giorno prima a visitare la salma di monsignor Schinella direttamente ad Arena.

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