Nuovo Tribunale di Vibo, la visita della Commissione Antimafia – Video/Foto

In corso il sopralluogo dell’organismo parlamentare insieme al procuratore Camillo Falvo ed altri operatori della giustizia. La prima pietra è stata collocata nel lontano 1996. Uno scandalo a cui occorre rimediare al più presto
In corso il sopralluogo dell’organismo parlamentare insieme al procuratore Camillo Falvo ed altri operatori della giustizia. La prima pietra è stata collocata nel lontano 1996. Uno scandalo a cui occorre rimediare al più presto
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L’arrivo di Nicola Morra al nuovo Tribunale di Vibo

E’ in corso a Vibo Valentia il sopralluogo al nuovo Palazzo di Giustizia di via Lacquari da parte della Commissione parlamentare antimafia presieduta da Nicola Morra. Un immobile la cui prima pietra è stata posta nl lontano 1996. Ad oggi solo il piano terra è parzialmente attivo con l’ufficio del giudice del Lavoro, la sede dell’Ordine degli avvocati, il giudice di Pace e l’aula bunker per i processi di Dda. Restano da completare i restanti piani e i locali seminterrati. I lavori attualmente sono fermi ed i fondi per l’avanzamento sono bloccati al Ministero. E’ prevista una variante al progetto originario in quanto la ditta appaltatrice dei lavori ha segnalato infiltrazioni di acqua dal tetto dell’edificio, situazione che ha compromesso diverse opere già realizzate. Il nuovo Tribunale si estende su cinque corpi di fabbrica indipendenti per un totale di novemila metri quadri che arrivano a sedicimila con l’area esterna.

Quattro i piani fuori terra, più un piano seminterrato di 4500 metri quadrati destinato ad archivi e parcheggi. Tutto fermo, tutto inesorabilmente in malora, nonostante la prima pietra – come detto – risalga al lontano 1996 e sulla struttura siano stati impiegati già oltre 10 milioni di euro.  Uno scandalo sotto il cielo di Vibo Valentia che la Commissione parlamentare antimafia sta toccando con mano ed ha garantito l’avvio di un percorso in grado di ribaltare le sorti della struttura che, se finita, avrebbe potuto benissimo ospitare anche il maxiprocesso Rinascita-Scott costretto invece ad emigrare per il momento nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia e poi nell’area industriale di Lamezia Terme. Si attendono i fondi per il completamento, circa 4 milioni di euro che, assicura il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, il Governo metterà in bilancio.  Nell’attesa i fascicoli archiviati continuano a marcire nei meandri del palazzo… [Guarda foto in basso]