Servizio scuolabus a Fabrizia, una cittadina denuncia: «Negato il diritto allo studio»

Contestate le fermate effettuate dal mezzo e la discrezionalità dell’autista. La lettera di protesta inviata a Comune e carabinieri

Contestate le fermate effettuate dal mezzo e la discrezionalità dell’autista. La lettera di protesta inviata a Comune e carabinieri

Informazione pubblicitaria
Uno scuolabus nel Vibonese
Informazione pubblicitaria

Il diritto allo studio. E’ quanto rivendica per suo nipote e per altri bambini che abitano in via Sandro Pertini, a Fabrizia, la signora Antonella Benvenuto in una lettera inviata al sindaco Francesco Fazio, alla giunta municipale, alla Stazione dei carabinieri e alla dirigente dell’Istituto scolastico, non escludendo che la stessa possa essere inviata in Prefettura e alla Procura della Repubblica.

Informazione pubblicitaria

Anzitutto la premessa: «Uno dei principi della nostra Costituzione è l’obbligo scolastico e, quindi, il trasporto scolastico è un requisito fondamentale per la fruizione del diritto allo studio. Nello specifico, la Costituzione precisa che siano i Comuni ad occuparsi dell’istruzione della scuola dell’obbligo e nel quadro dell’organizzazione e della gestione dell’istruzione scolastica anche il trasporto deve essere assicurato da tali Enti. E’ sempre il Comune che decide i punti di salita e di discesa dallo scuolabus in modo da ridurre al minimo i pericoli per i bambini».

Ma a Fabrizia ciò non avverrebbe: «Nonostante il bollettino regolarmente pagato e le rassicurazioni avute dal sindaco, dal tecnico comunale, dagli assessori e consiglieri vari lo scuolabus nella giornata di oggi non è passato da Via Sandro Pertini dove oltre a mio nipote altri due bambini sono rimasti appiedati».

La firmataria del documento individua anche un responsabile: «Sembrerebbe essere l’autista che di testa propria decide percorsi e fermate, costringendo alcuni bambini e genitori ad effettuare diverse centinaia di metri per giungere ad un punto di raduno da lui deciso (riservando per altri il piacere di prenderli davanti all’uscio di casa, anche se questi distano fra loro pochi metri)».

Da qui la richiesta del ripristino del servizio secondo un «regolamento e imponendo all’autista il percorso da fare, senza danneggiare nessuno».