Carattere

I militari dell’Arma impegnati a visionare le immagini delle telecamere per capire se ci si trova dinanzi ad un vile gesto o all’opera del maltempo

Cronaca

Staccati semplicemente dal maltempo, oppure “violati” scientemente da persone vili che puntano a nascondersi dietro l’anonimato? I dubbi sul fatto che lo strappo dei manifesti non sia causale sono tanti, e sono gli stessi che in queste ore stanno attanagliando i familiari del povero Francesco Lamberti Prestia, tant’è vero che hanno deciso di segnalare il tutto ai militari dell’Arma della locale Stazione guidata dal maresciallo Alessandro Demuru. Di certo c’è che le due locandine poste sulle colonne di Palazzo dei normanni per annunciare la fiaccolata con cui il prossimo 3 dicembre, alla presenza dell’associazione contro le mafie “Libera”, sarà chiesta “giustizia e verità” per la morte del 15enne miletese, ucciso nel giugno scorso in modo efferato e in circostanze in gran parte ancora da chiarire, risultano “lacerati” nel loro intimo con tratti simili, a prima vista innaturali. L’immagine del volto angelico di Francesco “sfregiato” dai danni subiti dal manifesto, al di là di tutto, desta inquietudine.

 E non contribuisce certo a lenire l’immane dolore dei familiari della giovane vittima o a dipanare i tanti coni d’ombra che ancora avvolgono la vicenda, anzi. I carabinieri stanno cercando di capire quando, eventualmente, è stato compiuto il vile gesto. Al vaglio dei militari dell’Arma vi sono in queste ore le telecamere a circuito chiuso situate all’esterno del Palazzo municipale e nelle sue immediate circostanze.

A caldo, la reazione del Real Mileto, squadra di calcio nelle cui giovanili militava proprio il povero Francesco, strappato prematuramente alla vita da due colpi di pistola sparati, a quanto sembra, da un coetaneo autoaccusatosi dell’omicidio. Il sodalizio, in segno di affetto, ad inizio campionato ha significativamente ritirato la maglia numero 7 indossata dal ragazzo. Oggi si esprime con le parole del capitano Rocco Massara, il quale definisce “ignobile ed inqualificabile” il gesto registratosi nelle scorse ore. “Tutto ciò - afferma il calciatore, a nome della società - desta amarezza, sconcerto e inquietudine, e non contribuisce certo a rasserenare il clima sul territorio. La risposta deve essere la mobilitazione totale alla fiaccolata del prossimo 3 dicembre, in modo da stringerci ai familiari e rendere ancora più sostanziosa la luce delle candele con cui verrà chiesta giustizia e verità per la morte del nostro caro Francesco”. 

 

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