Pozzetti stradali come blocchi anti-terrorismo, sconcerto a Vibo (FOTO)

I piccoli cubi di cemento, usati di solito anche per le infrastrutture fognarie, sono stati posizionati dal Comune lungo il corso principale suscitando perplessità e critiche. Russo (Pd): «Una vergogna»

I piccoli cubi di cemento, usati di solito anche per le infrastrutture fognarie, sono stati posizionati dal Comune lungo il corso principale suscitando perplessità e critiche. Russo (Pd): «Una vergogna»

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I pozzetti posizionati sul corso

 «Vergogna per chi ha avuto questa pessima idea». Giovanni Russo, capogruppo Pd in Consiglio comunale è drastico. Per lui, quei piccoli cubi di cemento che in teoria dovrebbero impedire un eventuale attacco terroristico sul corso di Vibo Valentia, sono brutti e inutili

A vederli così, in effetti, sembrano buttati un po’ a casaccio sulla strada dello struscio natalizio. Nelle intenzioni del Comune – che li ha posizionati su input della Prefettura nei punti a maggior rischio tra piazza Santa Maria, dove iniziano gazebo e bancarelle natalizie, fino a piazza Municipio – dovrebbero evitare che un auto o un furgone possa piombare all’improvviso sul corso.

I blocchi, però, non sembrano esprimere una grande forza deterrente, essendo in realtà dei pozzetti, di quelli che si usano solitamente per creare punti di accesso a fognature, cavi e tubature presenti sotto il manto stradale. Senza contare che appaiono dislocati in maniera piuttosto approssimativa, tanto che alcuni mezzi privati, ad esempio i van usati per le consegne, riescono ancora a passare. C’è poi l’aspetto estetico, decisamente meno importante ma comunque rilevante per una strada che rappresenta il cuore commerciale della città. In molti, infatti, avrebbero auspicato l’istallazione di fioriere o di pesanti panchine, in ogni caso qualcosa di diverso da semplici cubi vuoti di cemento grezzo.

L’esponente dell’opposizione comunale ha fatto leva anche sul sarcasmo per accentuare sui social quella che, a suo dire, è un’evidente inadeguatezza degli strumenti anti-terrorismo messi in campo: «I cittadini vibonesi ora si sentono sicuramente più tranquilli».

Una posizione fortemente critica, sostenuta da molti cittadini che hanno condiviso la valutazione negativa e hanno postato numerose foto delle soluzioni adottate in altre città, da grandi fioriere posizionate nei punti strategici a barriere di cemento chiaramente deputate allo scopo per il quale sono state istallate e non, come avvenuto a Vibo, surrogate con pozzetti stradali, probabilmente anche troppo leggeri per impedire il passaggio di forza di un mezzo guidato da un malintenzionato.

Chi invece ha invitato a una più cauta, per quanto amara riflessione, è stata Maria Teresa Marzano, direttore artistico della principale kermesse culturale della provincia vibonese, il Festival Leggere & Scrivere. «Non dico che quei cosi non siano orrendi – ha affermato – ma date un’occhiata al nuovo regolamento sulla sicurezza delle manifestazioni all’aperto. Con il festival a Palazzo Gagliardi, ad ottobre, abbiamo avuto un sacco di problemi per ottenere i permessi che negli anni passati non avevamo mai avuto. A volte fare il commento critico è facile ma a Vibo realizzare qualcosa è difficilissimo, sempre, più che in altri posti».