Applausi al latitante catturato a Vibo, quando lo sdegno arriva con oltre 30 ore di ritardo

Comunicati stampa da Libera, dal sindaco Maria Limardo e dal capogruppo della Lega di Rosarno. Il deputato Tucci opta invece per un post su facebook
Comunicati stampa da Libera, dal sindaco Maria Limardo e dal capogruppo della Lega di Rosarno. Il deputato Tucci opta invece per un post su facebook
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Nel riquadro Rosario Pugliese, detto

Arrivano a quasi trenta ore di distanza dalla notizia dell’applauso – dinanzi la sede dei carabinieri di Vibo all’indirizzo del latitante Rosario Pugliese da parte di parenti ed amici – tre comunicati stampa di sostegno ai militari dell’Arma ed al procuratore Nicola Gratteri, più un altro ringraziamento espresso via facebook. La notizia che una quarantina di persone si erano radunate dinanzi al comando provinciale dei carabinieri di Vibo per tributare un applauso a Rosario Pugliese, alias “Saro Cassarola”, era stata data da tutti gli organi di informazione intorno alle ore 11 della mattinata di sabato. Mentre però il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, ed il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sono prontamente intervenuti già nella mattinata di ieri per complimentarsi con i carabinieri e il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, condannando – specialmente il senatore Morra – l’applauso rivolto al latitante Rosario Pugliese da poco catturato, qualcuno si è invece svegliato solo nel pomeriggio odierno inviando dei comunicati stampa. “Risveglio” che, per pura coincidenza (c’è da scommetterci…), arriva anche dopo che in mattinata questa testata ha pubblicato un articolo in ordine all’assordante silenzio della politica locale riguardo l’applauso tributato dai parenti di Rosario Pugliese.

Ore 15.33: arriva il comunicato stampa di Libera di Vibo Valentia. Ore 16.43: arriva il comunicato stampa del sindaco di Vibo, Maria Limardo. Ore 18.22: arriva il comunicato stampa di Giacomo Saccomanno, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Rosarno. Ore 17.29: il deputato vibonese del M5S, Riccardo Tucci, pubblica sul proprio profilo facebook un post di ringraziamento all’operato dei carabinieri e del procuratore Gratteri (senza cenno all’applauso dei familiari rivolto a Rosario Pugliese).

Lasciamo, ma solo per ora, ai lettori ogni commento e giudizio sul contenuto di tali comunicati che pubblichiamo integralmente.  [Continua dopo la pubblicità]

Rosario Pugliese

Iniziamo da Libera. “Apprendiamo con forte sdegno quanto successo ieri, dinanzi al comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, in seguito all’arresto di Rosario Pugliese, alias “Saro Cassarola”. Un gruppo di parenti ed amici ha accolto, tra applausi e frasi di esortazione, il latitante, dal 19 dicembre scorso, una volta uscito dal comando per essere caricato in auto e accompagnato in carcere. E’ necessario che tutta la comunità, la quale lo scorso 24 dicembre ha deciso di scendere in piazza a viso aperto e senza paura, dia sempre maggiore forza e continuità a quel grande sentimento di riscatto e di partecipazione che ha pervaso quella giornata e mandato un segnale inequivocabile: i vibonesi e i calabresi tutti sono stanchi della protervia mafiosa. Siamo stanchi di un potere che ci vorrebbe succubi e silenti, di una mano nera e di tutte le diramazioni delle stessa, che ledono ogni diritto e cercano di ostacolare, in ogni modo, lo sviluppo socio-economico di un territorio che non vuole più genuflettersi. Siamo stanchi di deferenze, connivenze e intrecci politico-massonico-mafiosi che generano fenomeni corruttivi a danno del benessere e della voglia di futuro di intera comunità.

Una giornata emblematica in cui voci di generazioni diverse hanno gridato all’unisono la loro voglia di essere protagonisti del cambiamento. Di quella ferrea voglia di affrancarsi dal giogo di un potere liberticida, nonostante l’emergenza covid e nei limiti della stessa, abbiamo potuto cogliere dei primi segnali di cambiamento importanti. Da un lato, una maggiore attenzione da parte delle istituzioni nazionali, dopo anni di sottovalutazione e minimizzazione. Una presa di responsabilità importante anche in relazione ai forti ritardi che danneggiano questo territorio e diventano humus fertile per il brulicare delle organizzazioni criminali. Ma poi ancora, la voglia dei giovani e delle giovani liceali che in piena e assoluta autonomia, fin quando è stato possibile, hanno deciso di creare spazi e momenti di approfondimento del fenomeno mafioso e corruttivo,  spalancando le porte dei loro istituti ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, agli imprenditori che hanno deciso di denunciare, agli uomini e alle donne della magistratura e delle forze dell’ordine, volendo rinnovare la gratitudine e il pieno sostegno da parte di una generazione che salvandosi dalla rassegnazione, vuole dare un volto nuovo a questa terra. Possiamo registrare inoltre, un serio interessamento da parte delle amministrazioni comunali per quanto concerne l’iter riguardante i beni confiscati ed il loro riutilizzo sociale, nodo cruciale nella lotta culturale alle mafie. E ancora, il coraggio di imprenditori vessati che hanno sempre più fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine e decidono di prendere la strada della denuncia, azione individuale che ha una caratura collettiva perché libera se stessi e l’intera comunità. Le scene di ieri, però, ci confermano: che il percorso è ancora lungo; che la mentalità mafiosa non è facile da sradicare; che il culto della bellezza, nostra arma primaria, deve essere praticato sempre con più determinazione e caparbietà; che la sensibilizzazione non è mai abbastanza e che non possiamo mollare, neanche per un attimo, la presa.  E’ vero anche però, che questa grande credibilità acquisita dalle Istituzioni, frutto di uno scrupoloso lavoro e di uno straordinario senso del dovere e vicinanza umana, e questa nuova consapevolezza comune ci fanno protendere verso orizzonti nuovi, di giustizia, uguaglianza e libertà. Rinnoviamo, dunque, il nostro plauso agli uomini e le donne dell’Arma per lo straordinario lavoro svolto quotidianamente con la certezza che, un giorno, non dovremo più commentare eventi simili”. [Continua dopo la pubblicità]

Maria Limardo

Questo, invece, il comunicato stampa del sindaco Maria Limardo: Desidero esprimere un plauso alla Procura di Catanzaro guidata dal dott. Nicola Gratteri ed ai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, i quali si sono resi protagonisti dell’arresto di Rosario Pugliese, latitante sfuggito alla cattura nell’ambito della maxi operazione contro le cosche di ‘ndrangheta del vibonese “Rinascita Scott”. Intendo altresì dissociarmi, nella convinzione di interpretare i sentimenti di tutti i cittadini vibonesi onesti, dagli applausi che uno sparuto gruppo di persone, probabilmente congiunti ed amici – per come è dato sapere dalla stampa – avrebbero indirizzato all’arrestato. I cittadini vibonesi sono fatti di tutt’altra pasta e sono invece rappresentati da quella grande folla che si è portata davanti alla caserma dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia quel 24 dicembre 2019, quei lunghi ed interminabili applausi, li rivolgono e li vogliamo rivolgere al procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, a tutti i magistrati che con lui collaborano e a tutte le forze di polizia che quotidianamente operano sul territorio con professionalità e senso del dovere per assicurare il rispetto della legalità. Da quel 24 dicembre 2019, Vibo Valentia ha ritrovato la serenità che per lungo tempo le era stata sottratta da persone senza scrupoli. Con la cattura di Rosario Pugliese, un altro pezzo della criminalità organizzata vibonese viene assicurato alla giustizia. Rimbombano ancora nella mente di ciascuno di noi le parole del dott. Nicola Gratteri, che in questa occasione intendo riproporre: loro ci sono, ma ci siamo anche noi”.

Giacomo Saccomanno

Giacomo Saccomanno, capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Rosarno: “L’arresto di Rosario Pugliese apre uno scenario più che conosciuto e che, però, ha travalicato la tollerabilità. Non è concepibile che all’arresto di un importante latitante possano esserci oltre 40 persone che, all’uscita dal Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, inneggiano allo stesso ed applaudono! Sconcertante! Un fatto gravissimo e sul quale vale la pena soffermarci per un attimo. Dice bene il procuratore Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa che, unitamente ai carabinieri, ha sottolineato decisamente che “la latitanza sia spesso anche “un’esternazione del potere mafioso”, ulteriore forma di arroganza e dimostrazione della pericolosità, della mafiosità e dell’ardire di queste persone”. Dinnanzi a scene del genere tutti i cittadini dovrebbero scendere in piazza e condannare tali scenari che dimostrano, da una parte, l’arroganza del potere mafioso, e dall’altra, l’incapacità della società di reagire in modo appropriato. Circostanze del genere devono far inorridire e portare ad una indignazione forte e generale. Uno sdegno reale e non di circostanza che dimostri la esistenza di una coscienza civile dei cittadini e, principalmente, delle persone che hanno funzioni istituzionali e siedono in organi rappresentativi. Se manca questa reazione il territorio mai potrà rialzarsi e mai potrà liberarsi dalla criminalità organizzata. Un plauso alle forze dell’ordine, ai valenti magistrati e al procuratore Nicola Gratteri per il loro costante impegno nella lotta alla ‘ndrangheta ed al sistema criminale esistente, che non lascia indenne nessun settore della vita civile. Senza il procuratore Gratteri non si sarebbero scoperte queste lobby di potere e di affari sporchi e gli intrecci sempre più profondi tra la politica, l’imprenditoria e la ‘ndrangheta. Ci auguriamo che si prosegua in questa bonifica e che si possa consegnare, fra qualche anno, ai nostri figli un territorio pulito ed esente da dinamiche che hanno distrutto l’economia e l’immagine della nostra Calabria”. [Continua in basso]

Riccardo Tucci

Il deputato Riccardo Tucci sul proprio profilo facebook ha così commentato: “Voglio esprimere tutto il mio plauso e ringraziamento alla magistratura alle forze dell’ordine, al comando provinciale dell’Arma, allo Squadrone Cacciatori e all’ottavo Elinucleo, per la cattura del latitante vibonese Rosario Pugliese, alias Cassarola. Pugliese all’alba di ieri è stato tratto in arresto in un appartamento di Bivona. L’uomo coinvolto nell’operazione Rinascita-Scott era ricercato dal dicembre scorso essendo riuscito a sottrarsi alla cattura. Ringrazio inoltre il procuratore Nicola Gratteri, il tenente colonnello Bruno Capece, il tenente colonnello Alessandro Corda, il capitano Alessandro Bui, il capitano Alessandro Papuli, il tenente Ivan D’Errico (Cacciatori), e il capitano Alessandro Torto (8º Elinucleo).

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