Bufera sulla cantante folk Merante, i 5s: «Presto una legge sul reato apologia di mafia»

Margherita Corrado e Dalila Nesci dopo il caso della cantastorie calabrese: «Bisogna contrastare chi esalta i modelli e i comportamenti sovversivi che la criminalità organizzata rappresenta»
Margherita Corrado e Dalila Nesci dopo il caso della cantastorie calabrese: «Bisogna contrastare chi esalta i modelli e i comportamenti sovversivi che la criminalità organizzata rappresenta»
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La cantante folk Merante

Il Movimento 5 stelle lavora al reato di apologia di mafia. Lo comunicano le parlamentari del M5s Margherita Corrado e Dalila Nesci in una nota stampa. Le pentastellate scrivono: «Pur di raccogliere migliaia di like inconsapevoli, la sedicente cantante folk calabrese Teresa Merante non esita a far leva su malsani stereotipi che raffigurano come veri patrioti i latitanti mafiosi e come nemici del popolo lo Stato e i suoi servitori, fino ad esaltare come gesta eroiche le stragi di Capaci e di Via d’Amelio. Da cittadine calabresi e da componenti della commissione parlamentare Antimafia, pensiamo che non si possa tollerare che messaggi così pericolosi vengano spacciati per arte. Vale per la musica, per il cinema, per i social e per ogni altro mezzo di comunicazione di massa».

Così: «Il principio della libertà di espressione, anche artistica – aggiungono – trova un limite laddove si istiga a compiere reati e ad esaltare un modello di società non fondata sul Diritto. Si pensi ai molti giovani che ancora non hanno gli strumenti idonei per potersi difendere dall’influenza plagiante di questo tipo di personaggi. E proprio per questo è necessario un atto legislativo che definisca meglio, per casi come questo, un perimetro chiaro».

Pertanto «abbiamo già ideato proposte di legge in tal senso». E specificano: «Al Senato è già stato presentato un disegno di legge per l’introduzione del delitto di istigazione e apologia della criminalità. Alla Camera sta per essere depositato un ddl volto ad introdurre, esplicitamente, il reato di ‘apologia di mafia’. Lo Stato democratico – concludono la senatrice Corrado e la deputata Nesci – deve stabilire dei limiti invalicabili: è nostro dovere contrastare chiunque, anche solo a parole, esalti i modelli e i comportamenti sovversivi che la mafia rappresenta»