domenica,Maggio 9 2021

Mileto, raid criminale nel cantiere dell’isola ecologica

Si indaga in più direzioni dopo il furto nei confronti della ditta di Lamezia Terme che ha appena iniziato i lavori nell’area dell’ex cimitero

Mileto, raid criminale nel cantiere dell’isola ecologica

Deprecabile azione criminale nei confronti della ditta Fazio di Lamezia Terme che sta provvedendo a realizzare un’isola ecologica nell’ex cimitero ubicato sul territorio comunale di Mileto, tra le frazioni di San Giovanni e Comparni. Il giorno dopo l’inizio dei lavori, all’arrivo in cantiere i titolari dell’impresa hanno purtroppo dovuto constatare che qualcuno aveva, nel frattempo, provveduto a trafugare gran parte del materiale edile lasciato in loco. La gravità dell’episodio va oltre la semplice entità del danno economico, che a quanto pare ammonta a circa 500 euro. Anche perché rimane da capire se il tutto possa essere circoscritto al semplice furto oppure debba essere visto come un segnale in chiave intimidatoria. [Continua in basso]

Detto ciò, non è la prima volta che l’ex cimitero – utilizzato per anni come punto di raccolta temporaneo per la spazzatura – assurge agli onori della cronaca per atti vandalici, incendi dolosi e quant’altro, perpetrati ai suoi danni. Nel 2017, poi, la struttura è stata oggetto di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, poiché ritenuta una discarica abusiva. La realizzazione del nuovo progetto permetterà di adibirla, con tutti i crismi, come centro temporaneo di raccolta dei rifiuti, in attesa del trasferimento nei centri di stoccaggio preposti. Nelle scorse ore, riguardo al furto, è giunta la condanna del sindaco Salvatore Fortunato Giordano, il quale insieme al vice Domenico Pontieriero e all’assessore Fortunato Zoccoli si è recato nel cantiere per esprimere vicinanza e solidarietà alla ditta lametina. “I lavori procedono – ha sottolineato nell’occasione il primo cittadino di Mileto – e presto un bene pubblico dismesso, negli anni sequestrato dall’autorità giudiziaria, verrà restituito alla fruibilità della comunità, completamente ristrutturato”. Rimane il deprecabile gesto, ancora da decifrare nella sua interezza.

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